Mar. Gen 27th, 2026

Incertezza per Quisisana a Castellammare Base Popolare interroga il sindaco

Incertezza per Quisisana a Castellammare Base Popolare interroga il sindaco

Tra burocrazia e degrado, la Reggia di Quisisana chiama aiuto: un simbolo di Castellammare in bilico #Quisisana #CastellammareDiStabia

Immaginate un gioiello storico sepolto sotto strati di polvere e promesse non mantenute: è questo il destino che rischia la Reggia di Quisisana e il suo incantevole Parco botanico a Castellammare di Stabia, dove la burocrazia sembra aver preso il sopravvento, lasciando che un patrimonio culturale prezioso marcisca nell’incuria. In questa città affacciata sul Golfo di Napoli, dove la storia si intreccia con la vita quotidiana, un gruppo politico come Base Popolare ha deciso di alzare la voce, presentando un’interrogazione in Consiglio comunale che suona come un appello disperato al sindaco e all’assessore competente.

È il consigliere Maurizio Apuzzo a guidare la carica, con parole che non lasciano spazio a dubbi: “Il Palazzo Reale di Quisisana è tra le poche eccellenze che provano come si possano recuperare beni storici e lanciare attività culturali di alto livello, intrecciando patrimonio culturale e ambientale. Eppure, il Comune sembra sonnecchiare, tradendo i progetti finanziati dal Cipe e le speranze di rilancio del complesso”. Queste domande, undici in tutto, non sono solo un elenco di accuse; sono un grido di allarme per una comunità che vede i suoi tesori culturali appassire, un promemoria che il degrado non colpisce solo le pietre, ma anche l’anima del territorio.

Si parte dal concreto: quando finalmente aprirà il Museo civico al terzo piano, dove i lavori sono già conclusi da tempo, pronti a ospitare visitatori e storie antiche? E la sede dell’Archivio storico comunale, alloggiata nei locali della Reggia, è destinata a rimanere un sogno o decollerà presto? C’è un piano vero per valorizzare l’intero complesso, sfruttando ogni angolo comunale e integrandolo con il Museo archeologico della Soprintendenza di Pompei, magari rafforzando i legami con il Parco regionale dei Monti Lattari?

Il discorso si sposta poi al cuore verde di Quisisana: quale progetto proteggerà davvero il parco botanico e i boschi circostanti, non sotto la tutela della Soprintendenza, inclusi le Fontane del Re e un percorso ambientale da recuperare? Quando partiranno i lavori per rimettere in sesto via Grottelle, e quali fondi sono stati richiesti alla Regione per questo? Non dimentichiamo le strutture abbandonate, come l’ex scuola alla fine del viale d’ingresso o l’ex casa dei boscaioli, entrambe preda di vandali e incuria – quando cadranno sotto il piccone del rinnovamento?

E il viale d’accesso, appena restaurato, come sarà mantenuto per evitare che torni a sgretolarsi? Ogni interrogazione dipinge un quadro vivido di un luogo che potrebbe essere un faro per il turismo e la cultura locale, ma che invece languisce, riflettendo le frustrazioni di chi vive qui e vede il potenziale sprecato.

In fondo, questa storia è un richiamo gentile ma fermo: Quisisana non è solo un sito storico, è parte dell’identità di Castellammare, e il suo futuro dipende da risposte che vadano oltre le parole, per ridare vita a un’eredità che appartiene a tutti noi.

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