Quando la notte in un parco cittadino si trasforma in incubo: due uomini di Sant’Antimo tornano in carcere dopo una nuova aggressione. #Giustizia #ComunitàSicura
Immaginate una serata d’inverno nella villa comunale di Sant’Antimo, quel tranquillo spazio verde al cuore della città dove la gente va per passeggiare o riflettere, un luogo che dovrebbe simboleggiare la sicurezza di una comunità unita. Eppure, tra il 4 e il 5 gennaio, quella pace è stata spezzata da un atto di violenza improvvisa, denunciata da un uomo di 34 anni che si è ritrovato al centro di un’aggressione brutale, costringendo i Carabinieri della locale Tenenza a intervenire con urgenza.
Questi due protagonisti della vicenda, un 36enne e un 38enne, non erano estranei al sistema giudiziario: da poco erano stati affidati ai servizi sociali in un tentativo di reinserimento, una misura alternativa che incarna la speranza di un riscatto personale. Ma come spesso accade in storie come questa, il beneficio è stato messo in discussione da fatti nuovi e gravi, portando l’Ufficio di sorveglianza del Tribunale di Napoli a rivedere tutto. Le indagini, avviate con rapidità dai militari dell’Arma, hanno evidenziato dettagli che rendevano impossibile ignorare l’accaduto, riflettendo un contesto urbano dove la fiducia nella riabilitazione si scontra con la realtà delle strade.
All’esito delle verifiche, l’ordinanza ha decretato la revoca dell’affidamento, sostituendolo con la custodia cautelare in carcere: così, i Carabinieri hanno accompagnato i due uomini in un istituto penitenziario, dove ora attendono gli sviluppi del caso. Questo episodio, nel suo dramma quotidiano, solleva una riflessione naturale sulla delicatezza del reinserimento sociale e sull’impatto che simili fatti hanno sulle comunità come quella di Sant’Antimo, ricordandoci quanto sia fragile l’equilibrio tra seconda chance e sicurezza collettiva.
