Lun. Gen 19th, 2026

A Salerno, crediti d’imposta inesistenti svelano frode da oltre 14 milioni, colpendo la comunità locale

A Salerno, crediti d’imposta inesistenti svelano frode da oltre 14 milioni, colpendo la comunità locale

Scandalo dei crediti fantasma a Salerno: un colpo al cuore delle imprese locali #Salerno #GuardiaDiFinanza #Evasione

Immaginate una movimentata via di Salerno, dove i camion sfrecciano tra i vicoli affollati, simbolo di un’economia locale che da sempre si regge sul duro lavoro del trasporto merci. Proprio qui, in questo vivace contesto urbano, la Guardia di Finanza ha messo a segno un’operazione che ha scosso la comunità: un sequestro preventivo di oltre 14 milioni di euro ai danni di una società specializzata in quel settore, accusata di aver sfruttato crediti d’imposta inesistenti per aggirare le tasse. È una storia che rivela le fragilità nascoste dietro le quinte di un’attività apparentemente solida, dove l’ambizione economica può sfociare in pratiche opache.

Le indagini, condotte con meticolosità dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno portato alla luce un meccanismo ingegnoso ma illecito: la società aveva acquistato crediti fiscali legati a bonus edilizi da circa 90 venditori, pagandoli al 60% del loro valore nominale. Questi crediti, poi, sono stati usati per compensare debiti tributari accumulati negli anni 2022 e 2023, generando “proventi vari” che hanno gonfiato i bilanci aziendali. Ma non si tratta solo di numeri: questo stratagemma ha creato un danno diretto alle casse dello Stato, sottraendo risorse che potrebbero finanziare servizi essenziali per la comunità salernitana, come strade migliori o supporti per le piccole imprese locali.

Al centro di tutto, emergono storie umane che rendono il quadro ancora più inquietante. I venditori di questi crediti appaiono come figure anonime, spesso legate a imprese di recente costituzione, prive di dichiarazioni fiscali e guidate da amministratori con competenze dubbie – in un caso, una donna che si sarebbe qualificata come casalinga. Si parla di frequenti cambi al vertice societario, bilanci squilibrati con un unico socio e capitale minimo, e documenti tecnici pieni di irregolarità, come identità artefatte o attestazioni di spesa identiche per diverse aziende. Queste anomalie non sono solo errori burocratici; riflettono una rete di evasioni che mina la fiducia nel sistema, lasciando i cittadini a chiedersi quanto sia reale il successo delle imprese intorno a loro.

La Procura di Salerno, nel ricostruire questi eventi, sottolinea come l’utilizzo di crediti fittizi abbia permesso alla società un doppio vantaggio: evitare il pagamento delle imposte e alterare i risultati aziendali per apparire più solida di quanto non fosse. Non si tratta solo di un reato contro l’erario, ma di un colpo al tessuto sociale, dove ogni evasione erode la lealtà tra chi gioca secondo le regole. Le responsabilità sembrano estendersi oltre il legale rappresentante, coinvolgendo l’amministratore di fatto, il responsabile amministrativo e persino due consulenti esterni, in un intreccio che fa riflettere sulla necessità di controlli più stringenti per salvaguardare l’integrità economica del territorio.

Mentre le indagini continuano a dipanare questa trama, la comunità di Salerno si ritrova a ponderare il vero costo di simili operazioni: non solo in termini finanziari, ma nel modo in cui esse intaccano il senso di fiducia e solidarietà che tiene unite le città come questa.

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