Il Parco di Bagnoli si risveglia dopo anni di silenzi: una promessa di rinascita per Napoli e la sua comunità #BagnoliRinasce #SportPerTutti
Immaginate di camminare tra le colline verdeggianti di Bagnoli, dove il Parco dello Sport, un tempo simbolo di speranze infrante, ora inizia a pulsare di nuova vita. Per oltre un decennio, quest’area ai piedi del costone di Posillipo è rimasta avvolta in un velo di degrado, con campi sportivi invasi dalla vegetazione e percorsi dimenticati che sussurravano storie di progetti mai completati. Oggi, mentre il sole illumina le sue strutture ispirate ai crateri dei Campi Flegrei, c’è un senso di sollievo palpabile tra i residenti: le Fiamme Oro della Polizia di Stato stanno per prenderne le redini, trasformandolo in un vero cuore pulsante per lo sport paralimpico, l’educazione e la salute di tutti.
La svolta arriva da un recente sopralluogo, dove il sindaco di Napoli, in veste di commissario per il Sin-Bagnoli, ha condiviso la visione con il capo della Polizia e il presidente del Coni. È come se, finalmente, le voci della comunità stessero trovando eco in un impegno concreto. Anni di abbandono hanno lasciato ferite profonde in quartieri come questo, dove i giovani e le famiglie hanno visto scivolare via opportunità di aggregazione. Ora, l’obiettivo è chiaro: restituire ai napoletani uno spazio pubblico che non sia solo un parco, ma un presidio di inclusione e sicurezza, dove ogni passo sui sentieri possa rafforzare il tessuto sociale. Si tratta di un piccolo, ma significativo, segnale che l’amministrazione sta ascoltando le esigenze del territorio.
Una volta terminati i lavori di bonifica e risanamento, il Comune acquisirà il parco da Invitalia attraverso una convenzione ben definita, collaborando con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Le Fiamme Oro e il Fondo assistenza della Polizia guideranno la gestione quotidiana, mentre il Coni offrirà supporto tecnico e istituzionale per farne un polo vivace. Basti pensare a come, nel 2007, questo progetto nacque da un finanziamento europeo di circa 30 milioni di euro, completato al 90% entro il 2014, solo per essere inghiottito dal fallimento di Bagnolifutura e dal caos burocratico successivo. Oggi, esteso su trenta ettari di aree verdi e impianti atletici, il parco non è più solo un ricordo di inefficienze passate, ma un’opportunità per riscrivere il futuro.
In un quartiere come Bagnoli, segnato da trasformazioni urbane incompiute, questo rilancio va oltre lo sport: è un atto di cura verso una comunità che merita di riappropriarsi dei suoi spazi. Forse, come spesso accade in città come Napoli, da un lungo inverno di trascuratezza può sbocciare una primavera di condivisione e crescita comune. È qui che la scommessa reale si gioca, offrendo ai cittadini non solo strutture, ma anche un senso di appartenenza rinnovato.
