Tecnologia israeliana contro il riciclaggio in Campania: strategie di difesa della base.

La Guardia di Finanza di Napoli ha smantellato una banda di professionisti della truffa, in grado di riciclare denaro per oltre 2,6 miliardi di euro. Questa banda operava con una protezione tecnologica avanzata, paragonabile a quella dei servizi segreti israeliani. Nell’operazione sono state coinvolte otto persone, quattro delle quali sono state messe in carcere, altre due agli arresti domiciliari e due sottoposte all’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.

La banda usava una tecnologia sofisticata proveniente dai servizi segreti israeliani per proteggere la loro rete informatica. Nonostante ciò, la Guardia di Finanza è riuscita a sgominarli. Tra i beni sequestrati ci sono una villa ad Ercolano, un immobile a Portici, uno a Como, uno yacht, quattro appartamenti a Riga, 15 immobili a Vilnius e altri beni di valore, per un totale di 25 milioni di euro. Questi beni sono tutti frutto di riciclaggio di denaro per circa 2,6 miliardi di euro e coinvolgono migliaia di clienti.

La banda operava attraverso un istituto di moneta elettronica lituano con sede “occulta” in Campania. Offrivano varie modalità di riciclaggio ai clienti, tra cui società fittizie, conti correnti online, carte di pagamento anonime e servizi di trasporto di denaro contante. Secondo il procuratore Gratteri, l’indagine sarebbe stata impossibile se il disegno di legge Nordio sulle intercettazioni fosse stato in vigore, poiché i sequestri di telefoni e reti sono stati cruciali per l’indagine. Gratteri sottolinea l’importanza della comunicazione con la stampa e i cittadini per rendere le persone consapevoli di ciò che accade sul proprio territorio e poter così fare scelte informate.

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