Camorra e affari sporchi: 20 milioni sequestrati, ma è solo la punta dell’iceberg?
In Campania la lotta contro la criminalità organizzata sembra intensificarsi, ma ci domandiamo: quanto è profonda la collusione tra imprenditoria e camorra?
In Campania la lotta contro la criminalità organizzata sembra intensificarsi, ma ci domandiamo: quanto è profonda la collusione tra imprenditoria e camorra?
Quando si parla di camorra, il pensiero corre subito a un mondo distorto, in cui danni e violenze sembiano quotidiani.
La recente operazione contro il clan Mazzarella, con l'arresto di 16 membri, rimette al centro dell'attenzione il drammatico rapporto che Napoli ha con la criminalità organizzata.
È un vero e proprio incubo quello che si sta materializzando tra le strade di Napoli.
La cattura di Carlo Petrillo, latitante per otto anni, riporta alla luce un tema scottante: la resilienza della camorra e il suo radicamento oltre i confini nazionali.
Il recente verdetto che condanna il clan D'Alessandro a ben ottanta anni di reclusione non può passare inosservato.
Napoli è una città dalle mille contraddizioni, dove la bellezza si intreccia con problemi profondi e radicati.
Quando penso a Napoli, non posso fare a meno di confrontarmi con una realtà che è tanto radicata quanto difficile da raccontare senza sfumature: la criminalità giovanile e la presenza camorristica.
Napoli, con la sua storia complessa, continua a fare i conti con episodi di criminalità e violenza che segnano la quotidianità di molti cittadini.