Sismografi di Vesuvio e Campi Flegrei: rilevamento terremoti lontani.

Il terremoto di Taiwan registrato dai sismografi campani

Il professor Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, spiega a Fanpage.it perché il terremoto di Taiwan sia stato registrato anche dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano e Ingv. Questo evento sismico ha colpito l’isola di Taiwan con una magnitudo di 7.4 ed è stato avvertito anche a migliaia di chilometri di distanza.

Il violento terremoto sull’isola di Taiwan avvenuto questa notte è stato “avvertito” anche dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Questo non significa che la scossa si sia verificata nel territorio campano, ma piuttosto che gli strumenti sismici possono rilevare anche i terremoti provenienti da altre parti del mondo, presentando un tracciato diverso rispetto a quelli locali.

Fanpage.it ha intervistato Giuseppe De Natale, esperto di vulcanologia, per comprendere il motivo per cui i sismografi campani abbiano rilevato un terremoto che si è verificato a quasi 10mila chilometri di distanza dalla regione. Secondo De Natale, in seguito a un terremoto di grande magnitudo come quello di Taiwan, le onde sismiche si propagano in tutto il pianeta, seppur con minore intensità, venendo rilevate da numerosi sismografi in tutto il mondo.

La registrazione dei terremoti a lunga distanza

L’onda lunga del terremoto di Taiwan è stata registrata anche in Campania, seppur non percepita dalla popolazione locale. Questo fenomeno è di grande importanza per la geofisica, poiché permette di ottenere una migliore mappatura del sottosuolo e uno studio più accurato della propagazione, della tempistica e dello sviluppo dei terremoti non solo a livello locale.


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