Sindaco vende case alla figlia per evitare sequestri di Camorra

Tommaso Nicola Grasso, sindaco di Campoli del Monte Taburno (Benevento), è accusato di aver intestato beni per oltre un milione di euro alle sue figlie attraverso finte compravendite. La situazione è emersa durante le indagini su una frode da 150 milioni di euro nel settore della commercializzazione degli idrocarburi, coinvolgendo anche la camorra.

Per evitare il sequestro delle sue proprietà, Grasso avrebbe simulato la vendita di 24 immobili alle sue due figlie, di cui una al momento dei fatti era minorenne. L’operazione avrebbe avuto l’obiettivo di eludere le norme sulla confisca dei beni legati a reati. Il sequestro delle proprietà è stato eseguito lo scorso 16 novembre dalle autorità competenti e ha coinvolto anche altri undici indagati, inclusi vertici dei clan Formicola e Silenzio di Napoli Est, nonché un commercialista di Torre Annunziata.

Uno dei punti chiave dell’indagine è rappresentato dalla discrepanza tra il prezzo della compravendita e il valore effettivo degli immobili, stimato in circa 1,3 milioni di euro. Inoltre, le figlie non sarebbero state in grado di pagare quanto previsto dal contratto, dato che una delle due era ancora minorenne e l’altra non aveva alcun reddito.

Le indagini sulle compravendite fittizie fanno parte di un quadro più ampio che coinvolge anche altre attività illecite nel settore della commercializzazione degli idrocarburi, portate avanti da clan della camorra. La situazione ha portato all’arresto, tra gli altri, del sindaco Grasso e di altre persone coinvolte nell’operazione.

Fonte

Leggi Anche

Anche il mondo della musica celebra Napoli campione d’Italia

Il polistrumentista Stefano Passeggio in arte SteP ha realizzato un video che racchiude...

Kind of Bill Trio, omaggio a Bill Evans

Dado Moroni pianoforte | Eddie Gomez c/bassoJoe La Barbera...