Omicidio della madre: l’incapacità di intendere non lo esenta dal processo.

La perizia psichiatrica sul 30enne di Capodrise (Caserta) che ha ucciso la madre è stata completata dopo l’omicidio. Francesco Plumitallo ha strangolato la madre, Patrizia Vella Lombardi, ma al momento del delitto era incapace di intendere e di volere. Tuttavia, secondo lo psichiatra Raffaele Sperandeo nominato dal gip di Santa Maria Capua Vetere Alessandra Grammatica, può sostenere il processo. Questa conclusione contrasta con quella del perito di parte, lo psichiatra Giovanni D’Angelo, che aveva dichiarato il ragazzo non idoneo a venire processato. L’incidente probatorio si è svolto il 7 dicembre e Plumitallo, assistito dagli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo, è stato visitato dai due specialisti in cella, dove si trova come reo confesso. Durante la detenzione, ha tentato il suicidio, motivo per cui era stata disposta la sorveglianza a vista. La difesa prevede di presentare un’istanza di scarcerazione per chiedere il trasferimento in una Rems (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), dove il 30enne potrà avere assistenza sanitaria adeguata.

La mattina dell’omicidio, Plumitallo si trovava da solo in casa con la madre e successivamente ha chiamato la Polizia e uno zio per confessare l’omicidio. Ha affermato di aver agito in uno stato confusionale dovuto alla mancata assunzione delle sue medicine prescritte dai medici del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Caserta, presso cui era in cura.

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