Massimo Di Caprio: dai clan alla pizzeria Dal Presidente, una storia di riscatto e impegno sociale attraverso gli affari.

Massimiliano ‘a Capretta: vicino ai Contini e ai clan Mazzarella

Massimiliano Di Caprio, recentemente arrestato nell’ambito dell’inchiesta contro i Contini dell’Alleanza di Secondigliano, potrebbe essere stato collegato in passato a diversi clan dei Mazzarella secondo le testimonianze dei pentiti.

Massimiliano Di Caprio (da Facebook)

Il passato criminale di Di Caprio

Ufficialmente proprietario della pizzeria “Dal Presidente” e visibile sui social, Di Caprio ha a che fare con accuse per furto, rapina, lesioni personali, evasione fiscale, detenzione e spaccio di droga, esercizio abusivo di scommesse e misure di prevenzione come delinquente abituale.

Gli investigatori hanno ricostruito la sua associazione con la malavita, con connessioni sia ai clan Mazzarella che all’Alleanza di Secondigliano, secondo le testimonianze dei pentiti.

La facciata social di Di Caprio

Di Caprio, volto social della pizzeria “Dal Presidente”, si è dedicato alla promozione dell’attività sui social, soprattutto su Instagram, dove mostrava il locale e interagiva con personaggi famosi.

Anche se dichiarava redditi minimi, Di Caprio si vantava di lussi come auto costose e orologi di marca su Instagram, creando una discrepanza tra la sua immagine online e la realtà finanziaria.

Attività illecite e legami con clan criminali

Nell’ordinanza che ha portato agli arresti di oggi, emergono accuse di Di Caprio riguardanti l’associazione con vari clan criminosi, gestendo scommesse clandestine e attività illegali per conto del clan Giuliano e collaborando con i clan Torino, Abbinante, e Mazza.

Le dichiarazioni dei pentiti provenienti da diversi clan come i Misso della Sanità, i Giuliano e gli Abbinante, hanno contribuito a mettere in luce l’associazione di Di Caprio con attività illecite e la gestione occulta della pizzeria.

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