La truffa del phishing bancario: Il racconto di Marco e il suo conto svuotato

Il caso di Marco Filosa: vittima di phishing bancario

Marco Filosa, dipendente comunale napoletano, ha vissuto un’esperienza drammatica quando è stato vittima di phishing bancario. Il suo conto corrente è stato svuotato in breve tempo attraverso questa tecnica fraudolenta.

Il phishing: cos’è e come agisce

Il phishing bancario è una strategia fraudolenta che sfrutta diversi canali come email, sms o telefonate per ingannare le vittime. I truffatori si fingono enti affidabili con lo scopo di ottenere i codici di accesso bancari o dei dispositivi dalle vittime, permettendo loro di rubare denaro direttamente dai conti correnti. Questo termine deriva dall’inglese “fishing”, che significa “pescare”, in riferimento al modo in cui i truffatori raccolgono informazioni sensibili.

Originariamente, Marco ha ricevuto un messaggio e una chiamata da un numero verde che sembravano provenire dalla banca. Truffato dalla somiglianza, ha seguito le istruzioni fornite dai truffatori, il cui risultato è stato la sparizione di quasi 16.000 euro dal suo conto corrente.

“Mi è arrivato un messaggio dallo stesso prefisso telefonico utilizzato per le comunicazioni della banca – racconta Marco – e mi chiedeva di cliccare su un link per un accesso sospetto da Lugano. Dopo aver chiamato la banca, mi è stato detto che avrei ricevuto un nuovo contatto.”

Marco Filosa

Marco Filosa

Le conseguenze devastanti del phishing

Dopo essere stato contattato apparentemente dalla banca, Marco è caduto nel tranello e ha inserito i codici richiesti dai truffatori, facendo accidentalmente approvare bonifici non autorizzati. In pochi minuti, il suo conto era stato svuotato di quasi 16.000 euro senza possibilità di fermare l’operazione.

Anche se ha cercato di bloccare le transazioni immediatamente, Marco è stato truffato e la banca si è rifiutata di rimborsarlo, sostenendo che fosse stato lui a effettuare i bonifici.

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che sancisce che le banche devono assumersi la responsabilità delle truffe tramite phishing, a meno che possano dimostrare che il cliente è stato negligente nella gestione dei propri dati di accesso. Questa sentenza apre la porta al possibile risarcimento delle vittime.

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