Iniziati i lavori pista ciclabile a Corso Umberto, protesta per limite 30 km/h.

I lavori per completare la pista ciclabile in Corso Umberto I sono ripresi, con le prime strisce orizzontali già disegnate nella zona vicino a piazza Nicola Amore, dove si trova la stazione Duomo della Metro Linea 1. La pista ciclabile era stata avviata a gennaio 2022 e adesso la seconda fase dei lavori è in corso per completare l’opera. Entro l’estate è prevista la rimozione del cordolo spartitraffico per aumentare la sicurezza. Il Corso Umberto I, conosciuto anche come Rettifilo, è una delle strade più frequentate della città e purtroppo ha visto un grave incidente lo scorso gennaio, con un uomo investito e deceduto mentre attraversava sulle strisce.

La pista ciclabile di Corso Umberto è stata annunciata dall’amministrazione De Magistris nel 2015 e confermata dalla delibera 136 dell’8 maggio 2020. I lavori sono divisi in due tranches, con la prima che va da piazza Bovio a piazza Nicola Amore e la seconda da piazza Nicola Amore a piazza Garibaldi. Diverse richieste di miglioramento della sicurezza stradale sul Corso Umberto I e altre strade sono state avanzate da comitati, chiedendo l’installazione di strisce pedonali rialzate, dossi, autovelox e più piste ciclabili per prevenire nuovi incidenti.

Il mercato di via Nerva a Soccavo vedrà l’avvio dei lavori per rifare le strade, con divieti e sensi unici previsti. La manifestazione “Stop al nuovo codice della strage” è stata organizzata il 9 marzo in Corso Umberto I come parte di una mobilitazione nazionale contro la revisione del Codice della Strada proposta dal ministro Salvini. Numerose associazioni e gruppi si sono uniti per chiedere politiche di mobilità favorevoli alle utenze fragili e per fermare la revisione proposta.

Il comitato Napoli 30 si mobilita per chiedere uno stop al nuovo Codice della Strada e per promuovere politiche di mobilità sicura nella città, concentrandosi su strade come Corso Umberto I dove incidenti mortali sono avvenuti a causa di eccesso di velocità. La richiesta è per una città vivibile con strade sicure, favorendo la mobilità attiva e il trasporto pubblico, e prendendo esempio da Bologna per limitare la velocità nelle città. La mobilitazione fa parte della piattaforma #Città30Subito che coinvolge numerose associazioni e attivisti in tutta Italia.

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