Inchiesta su Pomigliano d’Arco: interrogazione di Borrelli a Piantedosi dopo report di Fanpage.it.

La richiesta di Borrelli per la commissione d’accesso a Pomigliano d’Arco

Il deputato Borrelli (Avs) ha presentato la terza interrogazione parlamentare a Piantedosi e chiede una commissione d’accesso al Comune di Pomigliano d’Arco.

Francesco Emilio Borrelli

Francesco Emilio Borrelli è stato protagonista di una serie di interrogazioni parlamentari riguardanti le indagini su camorra, politica e abusi edilizi a Pomigliano d’Arco. Queste interrogazioni sono state suscitate dall’inchiesta di Fanpage.it intitolata “La città di cemento”, che ha evidenziato il licenziamento dell’ex comandante della polizia municipale Luigi Maiello, coinvolto nelle indagini.

Attacchi al sindaco e reazioni politiche

Diversi attacchi sono stati rivolti al deputato Borrelli dal sindaco Lello Russo in seguito alle rivelazioni dell’inchiesta. Il sindaco ha negato l’esistenza della camorra a Pomigliano d’Arco, sostenendo che Maiello si era auto-provocato l’attentato subito dal comando dei vigili urbani. Russo ha addirittura definito Borrelli “un trombone” durante una seduta del consiglio comunale.

Deputato Borrelli: “Uno scenario da anni ’80”

In risposta alle accuse del sindaco, Borrelli ha ribadito la gravità della situazione a Pomigliano d’Arco, definendo le azioni e le parole dell’amministrazione inquietanti. Ha espresso la necessità di approfondire le violazioni relative alla rimozione di Maiello e ha richiesto l’invio di una commissione d’accesso al Comune per valutare potenziali infiltrazioni mafiose.

Successivamente alle dichiarazioni del sindaco in merito all’inesistenza della camorra, Borrelli ha presentato ulteriori interrogazioni a Piantedosi, portando alla luce il clima di tensione e le presunte connessioni criminali nel territorio.

Russo vs. Borrelli: il confronto sulle mafie a Pomigliano d’Arco

La disputa tra il sindaco Russo e il deputato Borrelli riguardo alla presenza della camorra a Pomigliano d’Arco riflette un dibattito più ampio sulle infiltrazioni criminali nel territorio. Mentre Russo nega categoricamente l’esistenza del clan Foria e minimizza il problema, Borrelli sottolinea la necessità di difendere la città da potenziali pericoli legati alla criminalità organizzata.

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