Geolier e GiòGiò: una Napoli piena di contraddizioni e fascino.

Il dolore di un genitore per la perdita di un figlio è senza nome e non è oggetto di discussione. Tuttavia, l’esposizione a mezzo stampa su temi di interesse pubblico e politico è soggetta a regole, in cui vige il principio di azione e reazione, nonché il principio di verità. È necessario contestualizzare ciò che viene affermato, altrimenti si rischia di trasformare un’affermazione in un attacco.

Giovan Battista Cutolo, di 24 anni, è stato ucciso a Napoli e è stato ricordato nella prima serata del Festival di Sanremo. Il suo assassino, di soli 17 anni, è attualmente sotto processo. Poi c’è Emanuele Palumbo, in arte Geolier, un rapper di 23 anni, che è stato protagonista al Festival di Sanremo. Tutti e tre sono figli della stessa città, Napoli, e questo è un fatto incontrovertibile.

Giovan Battista è stato vittima di un gesto infame e feroce, e il suo assassino sarà giudicato secondo le leggi vigenti. Emanuele Palumbo, al contrario, è un cantante di successo, ammirato dai giovani e ha raggiunto livelli di fama simili a quelli di una popstar americana. La polemica è sorta quando il sindaco di Napoli ha consegnato una targa a Palumbo, premiando così solo uno dei figli della città, escludendo la vittima della tragedia.

I genitori di Giovan Battista hanno criticato il sindaco per questo gesto, ritenendo sbagliato premiare solo chi potrebbe essere considerato un ex criminale, mentre esclude una vittima. Hanno affermato che premiare un rapper e un ragazzo deceduto sarebbe stato un segnale orribile. Tuttavia, Palumbo ha ottenuto un’enorme popolarità a Sanremo, con centinaia di migliaia di voti.

Non è chiaro qual è il ruolo di Emanuele Geolier in questa polemica, considerato che è un giovane artista di successo e non è coinvolto in attività criminali. Ha partecipato al funerale di Giovan Battista, sostenendo i ragazzi con forza e senza aver dimostrato alcun comportamento inadeguato. I genitori devono capire che, per far passare certi messaggi, è necessario utilizzare la voce di chi è ascoltato, e Geolier è molto ascoltato da una generazione lasciata sola. Si dovrebbe guardare con rispetto al percorso di coloro che hanno sofferto enormemente per la città e si sono impegnati per migliorarla, anziché alimentare la rabbia.

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