Violenza e camorra a Napoli: davanti a chi ci mettiamo in gioco?
Chi vive a Napoli sa bene che la violenza non è solo una questione di bande armate; è una ferita aperta su una città che lotta contro se stessa.
Chi vive a Napoli sa bene che la violenza non è solo una questione di bande armate; è una ferita aperta su una città che lotta contro se stessa.
Un operaio di 58 anni ha perso la vita a Ercolano, soffocato dalle esalazioni tossiche di un pozzo nero durante una fase di spurgo in un ristorante.
Un altro detenuto si è tolto la vita all'interno del carcere di Poggioreale, il quarto caso in pochi mesi.
Un drammatico evento ha riportato alla luce la questione della sicurezza stradale a Napoli: un'ambulanza, priva di pazienti, ha travolto e ucciso un ciclista.
Un gesto di coraggio si è svolto nei tranquilli dintorni del Lago d'Averno, dove un uomo ha rischiato la propria vita per salvare un gattino intrappolato in un'auto sommersa.
In un clima di crescente violenza e intimidazione, la minaccia subita dal cronista Adriano Cappellari scuote profondamente Napoli.
Un attentato contro un giornalista.
Due giovani napoletani sono rimasti coinvolti in un grave incidente stradale sulla strada statale, un episodio che riporta in primo piano il tema della sicurezza stradale nella nostra città.
I fondi destinati all'emergenza migratoria, quelli messi a disposizione per garantire dignità e supporto ai più vulnerabili, si rivelano invece un terreno fertile per abusi e scandalose spese personali.
Napoli sta vivendo un'emergenza stradale senza precedenti, e il recente arresto di un giovane che fuggiva a tutta velocità in scooter contromano non fa altro che evidenziare una problematica sempre più grave.