Chi era Salvatore Coppola, ingegnere assassinato a Napoli: rapporti con clan Mazzarella e collaborazioni.

Una condanna per riciclaggio con l’aggravante mafiosa, risalente a oltre dieci anni fa, è emersa come parte della storia dell’omicidio di Salvatore Coppola, un ingegnere ucciso con un colpo di pistola in faccia nel parcheggio di un supermercato a San Giovanni a Teduccio, periferia Est di Napoli. Coppola era coinvolto in tangenti per ottenere la Dichiarazione di Inizio Attività dai negozianti di Napoli Est, un sistema orchestrato da un geometra che bloccava i processi fino al pagamento di tangenti. Nel 2009, Coppola è stato arrestato nell’operazione “Botero” del Gico della Guardia di Finanza, accusato di usura e riciclaggio di denaro della camorra tra Toscana, Campania e Lombardia.

Durante il processo Camorra Capitale del 2016, Coppola ha testimoniato e descritto due imprenditori, Michele Senese e Domenico Pagnozzi, come individui “svegli” e “dinamici”. Coppola ha conosciuto Pagnozzi e Senese in passato, ma ha negato di sapere dei loro presunti legami con la camorra. Coppola è stato ucciso ieri sera nel parcheggio di un supermercato a San Giovanni a Teduccio. Le indagini sono in corso per determinare i motivi dell’omicidio, che potrebbe avere legami con la malavita locale o essere una questione personale. Le autorità stanno valutando tutte le ipotesi, inclusa la possibilità di vendetta per la sua collaborazione con la giustizia oltre dieci anni fa.

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