Assenza dichiarazioni Francesco Schiavone per processo appalti RFI Sandokan.

Francesco “Sandokan” Schiavone non rilascia dichiarazioni al processo sugli appalti Rfi

Il processo sugli appalti di Rete Ferroviaria Italiana in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a Caserta, non ha visto depositate le dichiarazioni di Francesco “Sandokan” Schiavone, considerato il capo dei Casalesi. “Sandokan”, che ha deciso di collaborare con la giustizia, non ha rilasciato alcun “segreto” durante l’udienza odierna. Tuttavia, c’è l’ipotesi che possa farlo il prossimo 22 aprile al Tribunale di Napoli, nel secondo filone del processo che contesta diversi reati legati alla criminalità organizzata.

Nicola Schiavone, l’imputato associato al clan dei Casalesi

Nella seduta odierna a Santa Maria Capua Vetere, Nicola Schiavone, considerato il “prestanome” di “Sandokan”, era presente come imputato per associazione camorristica. Anche se l’accusa di associazione camorristica non gli è mai stata confermata, la Direzione Distrettuale Antimafia lo considera uno dei colletti bianchi più importanti del clan. Il fratello Vincenzo, invece, è stato condannato a due anni nel maxi processo Spartacus al clan degli Schiavone. Durante l’udienza, è emerso che Nicola Schiavone aveva una forte relazione “personale ed economica” con Francesco Schiavone, tanto da battezzare il primogenito di quest’ultimo. È stato inoltre confermato che nel 1981 entrambi comparivano come soci nella società di costruzioni “Scen” di Nicola Schiavone. Nessuna dichiarazione è stata rilasciata da “Sandokan”: l’attesa continua per il prossimo 22 aprile al tribunale di Napoli.

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