Non è una questione ideologica: è pratica. Le infrastrutture idriche non si riparano con spot, ma con piani esecutivi, verifiche indipendenti, e una stretta sulle perdite reali non sulle percentuali comunicative. Se davvero i lavori hanno già ridotto le perdite del 50%, ben venga: vogliamo vedere report, date, cantieri e numeri comparabili anno su anno, non slogan. E vorremmo sapere che la governance del progetto non lascia margini a favoritismi o appalti poco competitivi. Già troppe volte i grandi stanziamenti sono diventati l'occasione per valorizzare consulenze, proroghe e costi aggiuntivi che non si traducono in rubinetti che funzionano.