Sab. Gen 24th, 2026

Piano Silenzio per concerti al Maradona: fine al caos notturno a Fuorigrotta

Piano Silenzio per concerti al Maradona: fine al caos notturno a Fuorigrotta

Napoli, dove la musica e il silenzio trovano un equilibrio: regole innovative per lo Stadio Maradona #Napoli #MusicaeQuartiere

Immaginate di vivere a pochi passi da un’icona come lo Stadio Diego Armando Maradona, dove l’energia dei concerti riempie l’aria, ma per alcuni vicini diventa un’eco di disagi notturni che turbano il sonno e la quotidianità. Proprio per questo, in un recente incontro negli uffici della Direzione dello Stadio a Fuorigrotta, istituzioni, comitati civici e organizzatori di eventi hanno collaborato per disegnare un futuro più armonioso, in vista dei grandi spettacoli programmati dal 5 al 28 giugno 2026.

Al centro di tutto c’è il desiderio di trasformare quelle notti di preparazione in un’esperienza rispettosa, evitando il caos acustico e viario che ha segnato le stagioni passate. Con l’impegno del sindaco, che ha sempre posto l’attenzione sulle esigenze dei residenti, è nata un’ordinanza chiara e rigida, finalizzata a bilanciare l’entusiasmo degli eventi con il diritto a una vita serena per chi abita lì vicino.

Una logistica pensata per il quartiere

Ora, pensate a come questo piano ridisegna il flusso dei preparativi: i mezzi pesanti, spesso responsabili di vibrazioni e rumori molesti, saranno confinati in aree specifiche per minimizzare le interferenze. Le operazioni notturne si concentreranno solo all’incrocio tra via Gabriele D’Annunzio, via Pirandello e via Claudio, garantendo che l’attività si limiti a non più di cinque notti di lavoro per i sette concerti in calendario, per un totale di otto giorni.

I camion, provenienti dalla Tangenziale, non vagheranno più liberamente per le strade del quartiere. Invece, sosterranno in Largo Azzurri d’Italia, mantenendo una distanza sicura dalle case, con percorsi obbligati e brevi su via Galeota e via Tansillo. È un approccio pratico, che dimostra come, con un po’ di organizzazione, si possa preservare lo spirito degli eventi senza sacrificare la pace quotidiana – un piccolo trionfo per la convivenza urbana.

Questa scelta ha portato un senso di sollievo tra i comitati locali, come il FIM, che da anni lottano contro l’inquinamento acustico. “Ringraziamo il sindaco Manfredi per la celerità dell’intervento”, ha dichiarato l’attivista Daniele Polge. “Mettere al centro i cittadini prima dell’inizio degli eventi è un segnale di civiltà. Speriamo che quanto stabilito sulla carta venga rispettato rigorosamente per evitare i disagi sofferti in passato”. Parole che riecheggiano l’ottimismo di una comunità pronta a collaborare, riconoscendo che questi passi avanti possono davvero fare la differenza.

L’estate 2026 potrebbe così diventare un esempio di come Napoli sappia integrare la sua vibrante scena musicale con il benessere dei suoi abitanti, mostrando che è possibile celebrare la cultura senza dimenticare chi vive all’ombra di questi palcoscenici. Una lezione di equilibrio che potrebbe ispirare altre città.

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