Alba di lotta contro le discariche abusive: Carabinieri in azione in Terra dei Fuochi, tra denunce e sequestri nei comuni del casertano. #TerraDeiFuochi #Ambiente #Campania
Immaginate l’alba che si insinua tra le colline e le pianure della Terra dei Fuochi, dove il sole nascente illumina non solo i campi fertili, ma anche le ferite nascoste di un territorio segnato da anni di incuria ambientale. È in questo contesto, tra le strade polverose e le comunità che lottano per la propria salute, che i Carabinieri hanno avviato un’operazione incisiva, all’alba di una giornata come tante, per contrastare lo smaltimento illecito di rifiuti nei comuni di Mondragone, Castel Volturno, Carinola e Francolise.
Proprio mentre il mondo si svegliava, i militari si sono mossi con precisione, ricordandoci quanto il problema delle discariche a cielo aperto non sia solo una questione burocratica, ma un dramma quotidiano per chi vive qui. In questa rete di controlli, mirati a proteggere un paesaggio già troppo provato, sono state individuate e sigillate diverse aree abusive, con denunce che sottolineano l’impegno costante contro chi ignora le regole, mettendo a repentaglio l’aria che respiriamo e il futuro delle generazioni locali.
A Mondragone, lungo la via Domitiana – un’arteria vitale per la vita quotidiana, circondata da ex complessi industriali e mercati brulicanti – i Carabinieri hanno scoperto un cumulo di plastica, metalli e rifiuti urbani su circa 300 metri quadrati di terreno comunale. È come se la storia di questo luogo, un tempo simbolo di prosperità agricola, fosse stata sovrastata da questa discarica, ora sequestrata e affidata al comune per la bonifica. Non lontano, tra la località Stercolilli e la rotatoria di Bagnara, altri 150 metri quadrati di margini stradali rivelano lo stesso abbandono, un’amara riflessione su come l’incuria possa erodere il tessuto sociale di una comunità che merita di più.
Proseguendo verso Castel Volturno, il quadro si ripete in una proprietà privata, dove 600 metri quadrati erano stati trasformati in un deposito stratificato di materiali ferrosi, plastiche e scarti meccanici. Qui, il proprietario è stato deferito all’autorità giudiziaria, un passo che fa eco alla frustrazione di chi vede il proprio quartiere, un mix di residenze e natura, soffocato da rifiuti che non dovrebbero esistere. È un promemoria gentile, ma fermo, di come ogni azione illegale abbia un volto umano: quello di famiglie costrette a convivere con inquinamento e incertezza.
Nel cuore di Carinola, nella frazione Santa Croce, l’ispezione di un’attività produttiva ha portato alla luce irregolarità su circa 400 metri quadrati: emissioni non autorizzate, macchinari abbandonati e contenitori di vernici sparsi ovunque. Sequestrato l’intero sito, questo intervento evidenzia il legame tra economia locale e ambiente, dove piccole imprese potrebbero contribuire positivamente, ma invece contribuiscono al declino. Una micro-osservazione: in zone come questa, dove l’agricoltura è linfa vitale, preservare l’equilibrio è essenziale per il benessere collettivo.
Infine, a Francolise, nella frazione Sant’Andrea del Pizzone, un fondo agricolo di 650 metri quadrati nascondeva teli plastici, reti e carcasse di mezzi agricoli, un altro capitolo di sversamenti illeciti. Con il sequestro immediato, i Carabinieri hanno chiuso il cerchio di questa operazione, dimostrando che la Terra dei Fuochi non è solo un nome, ma un appello alla responsabilità condivisa.
In ogni caso, le denunce sono state inoltrate alla Procura, rafforzando l’idea che la presenza dello Stato non sia un’astrazione, ma un sostegno concreto per chi abita queste terre. Questa giornata del 22 gennaio, tra tante, ci ricorda come la lotta ambientale tocchi il cuore delle comunità, invitandoci a riflettere su un futuro più pulito e sostenibile per la Campania.