Bonifiche completate in Terra dei Fuochi, Parco Saurino ora protetto per la comunità di Santa Maria la Fossa

Bonifiche completate in Terra dei Fuochi, Parco Saurino ora protetto per la comunità di Santa Maria la Fossa

Finalmente, un raggio di speranza nella Terra dei Fuochi: le discariche di Parco Saurino a Santa Maria la Fossa sono state messe in sicurezza! #TerraDeiFuochi #AmbienteSalvaguardia

Immaginate un paesaggio che per anni è stato avvolto dall’ombra dell’abbandono, dove cumuli di rifiuti avvelenavano il terreno e il futuro di una comunità. A Santa Maria la Fossa, nel cuore della Campania, si chiude ora una pagina dolorosa della saga nota come Terra dei Fuochi, con la conclusione delle operazioni di bonifica sulle discariche pubbliche di Parco Saurino 1 e 2. È come se, dopo troppe promesse infrante e avvelenate da emergenze ambientali, l’aria stesse finalmente ripulendo, riportando un senso di normalità in un territorio segnato da illegalità e indifferenza istituzionale.

Questa operazione, affidata da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica alla società Sogesid, ha trasformato un’area vasta quasi centomila metri quadrati, dove si accumulavano oltre venti milioni di metri cubi di rifiuti. Pensate al sollievo di chi vive qui: un investimento di poco più di sei milioni di euro non è solo un intervento tecnico, ma un atto di restituzione alla comunità, cambiandone il destino da simbolo di disastro a spazio di rinascita urbana e sociale. In momenti come questi, ci si domanda quanto il risanamento possa davvero ricucire le ferite di un contesto dove l’agricoltura e gli allevamenti erano una volta il pilastro della vita locale.

Gli esiti di questo lavoro sono stati svelati al Centro di Educazione Ambientale Pio La Torre, un luogo carico di significato, nato da un bene confiscato al boss dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone e gestito dal Consorzio Agrorinasce. Qui, tra le pareti che raccontano storie di lotta contro la criminalità, il presidente di Sogesid, Roberto Mantovanelli, ha condiviso come queste bonifiche rappresentino uno strumento decisivo per ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, riaffermando la presenza concreta dello Stato anche nei territori più colpiti. È un momento che infonde una quieta emozione, un promemoria di come la legalità possa intrecciarsi con l’ambiente in un abbraccio necessario per la comunità.

Il sindaco di Santa Maria la Fossa non ha nascosto la sua soddisfazione, ricordando gli anni Duemila quando il peso di altre discariche aveva trasformato questa terra fertile in un incubo nazionale. Ora, con questa messa in sicurezza, si avverte un cambio di passo, una scintilla di speranza per tornare alle radici produttive del territorio. Dal punto di vista pratico, l’intervento ha adottato soluzioni innovative e sostenibili: un sistema di copertura multistrato, la cattura e il trattamento del biogas, fino al recupero paesaggistico, convertendo ciò che era un sito di illegalità in un esempio di rigenerazione, ora affidato alla gestione di Gisec. È difficile non riflettere su come questi passi possano ispirare altre zone simili, mostrando che il progresso ambientale è possibile anche nei luoghi più trascurati.

Figure come il viceministro dell’Ambiente Vannia Gava e il commissario unico alle Bonifiche Giuseppe Vadalà hanno rafforzato il messaggio, parlando di un impegno continuo per la qualità della vita e citando Parco Saurino come un modello virtuoso di collaborazione tra Stato, strutture tecniche ed enti locali. Il deputato Gimmi Cangiano, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, ha aggiunto che esperienze come questa dimostrano come, nei contesti più complessi, è possibile uscire dall’emergenza quando esistono responsabilità chiare e coordinamento istituzionale. Non da ultimo, l’amministratore delegato di Sogesid, Errico Stravato, ha evidenziato il ruolo cruciale della società nelle bonifiche più sfidanti, un tocco di orgoglio che riecheggia tra le colline.

Man mano che questa storia si dipana, emerge con chiarezza come la bonifica di Parco Saurino non sia solo un successo tecnico, ma un ponte verso un futuro più sano per le comunità locali, ricordandoci che ogni passo nella tutela ambientale rafforza il tessuto sociale del territorio.

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