La comunità dell’atletica teme l’addio alla pista al Maradona, con la nuova in arrivo a Bagnoli. Solleva…

La comunità dell’atletica teme l’addio alla pista al Maradona, con la nuova in arrivo a Bagnoli. Solleva…

Il cuore dello sport napoletano batte, ma perde un pezzo: l’addio della pista al Maradona per gli Europei 2032 #Napoli #Atletica #Europei

Immaginate di passeggiare per le strade affollate di Napoli, dove lo stadio Diego Armando Maradona non è solo un tempio del calcio, ma un punto di incontro per migliaia di persone che trovano nella sua pista di atletica una seconda casa. Oggi, questo spazio vitale sta per scomparire, sacrificato per trasformare l’impianto in un’arena all’altezza degli standard internazionali per gli Europei di calcio del 2032. È una scelta che risuona come un’eco di ambizioni globali, ma lascia dietro di sé un’onda di preoccupazione tra atleti e residenti, che vedono sfumare un angolo di quotidianità urbana.

Ogni giorno, quella pista ospita un vero e proprio mondo di sportivi – gestito da cinque società locali – dove padri, madri e giovani talenti si sfidano sotto il sole o le luci serali, intrecciando storie di fatica e passione. Il Comune di Napoli ora si trova al centro di questa tempesta emotiva, chiamato a bilanciare il sogno di un grande evento con le esigenze di una comunità che teme di essere messa da parte. È un dilemma che sottolinea quanto lo sport sia radicato nel tessuto sociale della città, un rifugio per chi cerca non solo competizione, ma anche un senso di appartenenza in un contesto urbano già segnato da sfide quotidiane.

A offrire una luce di speranza è l’assessore alle Infrastrutture, che assicura come questa rimozione sia inevitabile, ma non un abbandono. L’obiettivo? Rinforzare l’offerta sportiva di Napoli, rivolgendo l’attenzione a strutture esistenti come lo stadio Collana, il Cus e, soprattutto, il Parco dello Sport di Bagnoli. Qui, una pista costruita nel 2010 con un investimento di 37 milioni di euro giace oggi in stato di neglect, preda di vandalismi e incuria, ma con un potenziale per rinascere. Recentemente, il sindaco ha guidato un sopralluogo con il presidente del Coni, tracciando i piani per un rilancio completo affidato alle Fiamme Oro, che promette di includere anche lo sport paralimpico e nuove opportunità per le società locali.

Tuttavia, mentre Bagnoli si prepara a diventare il nuovo epicentro dell’atletica, con accessi migliorati grazie ai trasporti pubblici, non si può ignorare il peso simbolico di questa transizione. La fine della convivenza tra calcio e atletica in uno stadio iconico come il Maradona è un promemoria che i grandi eventi spesso richiedono compromessi, spingendo la città a dimostrare che non tutti i sogni devono essere sacrificati. In fondo, è una riflessione su come Napoli possa crescere senza perdere la sua anima sportiva, un’equilibrio che la comunità osserva con occhi attenti e speranzosi.

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