Ad Avellino, un palazzo da 4 milioni finisce sotto sequestro per il caso del cemento fantasma

Ad Avellino, un palazzo da 4 milioni finisce sotto sequestro per il caso del cemento fantasma

Un lussuoso palazzo appare come un’ombra nei campi di Avellino: un abuso che minaccia l’ambiente #Avellino #EdiliziaSostenibile

Immaginate una mattina tranquilla tra le colline di Avellino, dove il verde dei campi agricoli si estende fino a sfiorare un corso d’acqua protetto, custode silenzioso di un equilibrio delicato. Proprio in questo paesaggio idilliaco, un complesso residenziale di lusso – un edificio con 12 unità immobiliari – è emerso come un intruso inaspettato, sfidando le regole che proteggono queste terre. Oggi, i Carabinieri del Gruppo Forestale di Avellino hanno messo fine a questa storia, eseguendo un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale locale su richiesta della Procura, apponendo i sigilli a un’opera il cui valore è stimato intorno ai 4 milioni di euro.

La scena del blitz racconta di un cantiere esteso su circa 3.000 metri quadrati, che ha violato completamente l’assetto plano-volumetrico della zona. Qui, dove la vita rurale scorre al ritmo delle stagioni, un’ambizione edilizia ha ignorato le vocazioni agricole e l’inedificabilità assoluta imposta dalla fascia di rispetto di un corso d’acqua. È un colpo al cuore della comunità locale, che vede minacciata non solo la bellezza naturale, ma anche la sicurezza di un territorio esposto ai rischi ambientali, come le inondazioni che potrebbero essere aggravate da simili interventi.

Ma le irregolarità non si limitano al mero abuso fisico. Gli inquirenti hanno svelato un sistema elaborato per aggirare i controlli: titoli edilizi illegittimi, che non avrebbero mai dovuto essere approvati, e false attestazioni catastali, documenti manipolati per far apparire l’area adatta alla costruzione. Questo scenario, che evoca riflessioni sul perché certe regole vengano così facilmente eluse, porta con sé il reato di lottizzazione abusiva. L’intervento dei Forestali ha fermato in tempo un progetto che, se completato, avrebbe consolidato un danno irreversibile a una zona protetta, lasciando la comunità a interrogarsi su come proteggere meglio questi spazi condivisi.

Ora, mentre le indagini proseguono per identificare eventuali responsabilità negli uffici tecnici, è impossibile non riflettere su come storie come questa tocchino il tessuto sociale di Avellino. In un’era in cui l’urbanizzazione spinge contro i limiti naturali, episodi del genere ricordano quanto sia fragile l’equilibrio tra progresso e preservazione, e quanto ciascuno di noi dipenda da un territorio rispettato e curato.

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