A Boscoreale, Diego Pagano affronta un nuovo capitolo con domiciliari al di fuori della regione

A Boscoreale, Diego Pagano affronta un nuovo capitolo con domiciliari al di fuori della regione

Diego Pagano lascia il carcere per i domiciliari fuori regione: la vita che cambia in un battito, tra clan e comunità campane. #Boscoreale #Antimafia

Immaginate una piccola città ai piedi del Vesuvio, dove le strade di Boscoreale raccontano storie di vita quotidiana intrecciate con ombre più cupe, e tra queste, la vicenda di Diego Pagano, un uomo di 40 anni che da un giorno all’altro vede la sua realtà capovolta. Solo poco più di 50 giorni fa, è arrivata la condanna a 8 anni e 8 mesi di reclusione, decisa all’inizio di dicembre, e ora, grazie a un provvedimento del Tribunale di Salerno, Pagano si prepara a scontare il resto della pena non più dietro le sbarre, ma agli arresti domiciliari, lontano dalla Campania, assistito dal suo avvocato Antonio Usiello.

Questa svolta porta con sé un misto di sollievo e incertezza per una comunità che da anni convive con l’influenza dei clan locali. Pagano, ritenuto vicino al gruppo guidato da Rosario Giugliano – un esponente, all’epoca minorenne, del clan di Poggiomarino, oggi collaboratore di giustizia – si è trovato al centro di un’alleanza tra sodalizi criminali, come quella con i Fezza-De Vivo di Pagani. È un mondo dove le lealtà si intrecciano e le conseguenze toccano tutti, dai vicoli affollati ai negozi degli imprenditori locali, ricordandoci come questi legami sotterranei influenzino il tessuto sociale, lasciando un’ombra di paura e sfiducia.

Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, guidate dalla pm Elena Guarino, hanno evidenziato il ruolo di Pagano in attività come l’occultamento di armi e la partecipazione a estorsioni, con il compito di individuare imprenditori da sottoporre al pizzo per conto della cosca. È un’immagine che evoca la tensione quotidiana in questi quartieri, dove il business illegale si mescola alla vita di tutti i giorni, e la decisione dei giudici di optare per una misura cautelare meno severa, da vivere altrove, apre riflessioni su come la giustizia bilanci sicurezza e reinserimento.

Alla fine della giornata, storie come quella di Pagano ci invitano a pensare al prezzo che paga una comunità quando le reti criminali si insinuano nelle sue vene, spingendoci a sperare in un futuro dove il territorio possa respirare più libero, un passo alla volta.

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