Nel cuore pulsante di Napoli, un vertice tra sicurezza nazionale e diritti dei lavoratori #Napoli #AeroportoMilitare
Immaginate una sala riunioni a Palazzo di Governo, dove le luci soffuse riflettono la gravità del momento: qui, tra le mura storiche di una città vivace e complessa come Napoli, si è svolto un incontro che va oltre i fornelli di una cucina militare, toccando le vite quotidiane di migliaia di persone.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato al tavolo i protagonisti di questa storia: il Comandante dell’Aeroporto “Ugo Niutta” di Capodichino, il Colonnello Massimo Maieron, insieme ai vertici della Compass Group S.p.A. e alle sigle sindacali Fisascat Cisl, Uiltucs e Ugl. L’atmosfera era quella di una comunità che si confronta con le sue fragilità, dove il servizio mensa non è solo un dettaglio logistico, ma un pilastro per la sicurezza urbana.
Il Colonnello Maeron ha ribadito con forza che il servizio mensa deve essere classificato come servizio pubblico essenziale. Senza questo supporto, operazioni come “Strade Sicure” e l’elitrasporto di emergenza – che operano 24 ore su 24 salvando vite – potrebbero vacillare, lasciando esposta una Napoli già provata da sfide quotidiane e ricordandoci quanto il tessuto sociale dipenda da questi ingranaggi invisibili.
Per scongiurare il rischio di paralisi, la Prefettura ha mediato con saggezza, invitando tutte le parti a firmare un accordo che assicuri i livelli minimi di prestazione. È un piccolo gesto di protezione, un modo per salvaguardare la funzionalità di una base militare che veglia sul territorio, offrendo una rete di sicurezza che la comunità spesso dà per scontata.
Ma in questa narrazione non c’è solo l’urgenza della difesa: al centro batte il cuore dei lavoratori, con i sindacati che hanno alzato la voce sulle condizioni economiche, criticando salari e carichi di lavoro non all’altezza di un contesto così delicato. Il Prefetto ha accolto queste preoccupazioni con empatia, avviando un percorso di ispezioni e negoziati che promette di bilanciare i diritti individuali con le esigenze collettive.
Anche se lo stato di agitazione perdura, questo incontro segna un passo avanti nel dialogo, un promemoria che in una città come Napoli, dove ogni scelta riecheggia nelle strade affollate, il vero progresso nasce dall’ascolto reciproco.