Lun. Gen 19th, 2026

In Irpinia, il sequestro di 400 tonnellate di farine animali non tracciate da un deposito clandestino…

In Irpinia, il sequestro di 400 tonnellate di farine animali non tracciate da un deposito clandestino…

Nel cuore dell’Irpinia, un raid improvviso smaschera un pericolo nascosto nella filiera alimentare: 400 tonnellate di farine animali senza traccia! #Avellino #SicurezzaCibo

Immaginate l’alba che si insinua tra le colline dell’Alta Irpinia, dove un’operazione coordinata dei Carabinieri del nucleo forestale di Castel Baronia, insieme ai colleghi dell’Arma territoriale e al personale dell’Asl di Avellino, ha interrotto bruscamente la routine di un’azienda isolata. Le porte di quel deposito si sono aperte su uno scenario inquietante: cumuli di 400 tonnellate di farine animali, accatastate senza un briciolo di documentazione che ne rivelasse l’origine o la destinazione, come un segreto sepolto nel verde della campagna.

Quella irruzione, frutto di indagini riservate e meticolose, ha esposto i rischi di un sistema opaco che potrebbe minacciare la salute di intere comunità. Ora, pensate agli allevatori locali e alle famiglie che dipendono da questa filiera: un’anomalia come questa non è solo un’infrazione, ma un’ombra che aleggia sulla fiducia nel cibo quotidiano, ricordandoci quanto sia fragile il legame tra terra e tavola.

I pericoli che mettono a repentaglio la salute pubblica

In mezzo a quel caos, gli agenti hanno rinvenuto anche 40 tonnellate di pelli animali, bloccate immediatamente da un divieto di commercializzazione, mentre tutto è stato sequestrato per verificare la presenza di contaminanti o sostanze vietate. La mancanza di tracciabilità rappresenta un pericolo enorme, come ha evidenziato l’operazione, perché queste farine potrebbero nascondere proteine animali proibite o impure, violando norme stringenti che tutelano la catena alimentare. È un campanello d’allarme per il comparto zootecnico campano, dove ogni irregolarità potrebbe ripercuotere su migliaia di persone, erodendo la sicurezza che diamo per scontata.

Le indagini continuano, con i militari impegnati a ricostruire la provenienza di quel materiale e le ramificazioni dell’azienda, in quella che sembra una battaglia incessante contro le ombre dell’illegalità. È un promemoria per tutti noi: in un territorio come la Campania, dove la terra nutre tradizioni antiche, proteggere la filiera significa salvaguardare non solo l’economia, ma il tessuto stesso della comunità.

Alla fine, questa storia ci lascia a riflettere su quanto un singolo sequestro possa illuminare le fragilità del nostro sistema, spingendoci a domandarci come rendere più trasparente ciò che finisce nei nostri piatti.

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