La caccia al leader dei furti in Campania si conclude all’aeroporto di Napoli: catturato dopo una fuga da Tirana. #Napoli #CrimineOrganizzato
Immaginate l’alba che si affaccia su Capodichino, l’aeroporto affollato di Napoli, dove la routine quotidiana si intreccia con il dramma del crimine. È qui che Salvatore Autiero, un 43enne del vivace quartiere San Carlo all’Arena, ha visto terminare la sua fuga, scortato dai carabinieri del Nucleo investigativo al momento dell’atterraggio di un volo da Tirana. Per giorni, era rimasto nell’ombra, eludendo le ricerche, ma in quel momento, tra il brusio dei passeggeri e il rombo degli aerei, la giustizia ha finalmente stretto il cerchio.
Autiero non era solo un fuggiasco; era considerato uno dei capi di una banda specializzata in furti nelle abitazioni, che ha seminato inquietudine tra Napoli e Roma. Queste incursioni hanno colpito al cuore le comunità locali, dove famiglie e residenti vivono già con le sfide quotidiane di un contesto urbano segnato da disuguaglianze sociali. L’arresto segue una vasta inchiesta che ha portato all’esecuzione di 38 fermi, smantellando un network criminale attivo tra il 2023 e il 2024, con oltre cento colpi attribuiti a sette gruppi distinti. È una rete complessa, quasi una “holding” del furto, che ha esposto la fragilità delle periferie napoletane, dove il senso di sicurezza è spesso precario.
Negli atti dell’ordinanza cautelare del gip del Tribunale di Napoli Nord, emerge il ruolo centrale di Autiero, affiancato da figure come Dario Marra, Aniello Di Napoli, Lucio Russo, Maurizio Minichini, Gennaro Guarracino, Maria Pia Iovine e Luigi Cavuoto. Anche se non è il primo ad affrontare le accuse, il suo coinvolgimento in un raid del 14 febbraio 2024 a Qualiano – da cui la banda avrebbe sottratto oltre 21mila euro – sottolinea quanto questi crimini vadano oltre il mero guadagno, lasciando ferite nella fiducia della comunità. Altri episodi, documentati nei comuni di Melito, Marano, Giugliano e Casavatore, ricordano come tali azioni colpiscano il tessuto sociale, instillando paura in chi abita queste strade.
Con la cattura di Autiero, l’operazione sembra aver raggiunto il suo culmine, chiudendo un capitolo che ha impegnato le forze dell’ordine in un lavoro meticoloso. È un sollievo moderato per i quartieri colpiti, dove la gente può riflettere su come il crimine organizzato non sia solo una statistica, ma una minaccia reale alla quotidianità. Eppure, mentre celebriamo questo passo avanti, resta la consapevolezza che la lotta per la sicurezza nel territorio campano è un impegno costante, un promemoria per tutti noi sull’importanza di comunità unite e vigili.
