A Nola, il dramma degli animali esotici strappati a una vita di sofferenze: un blitz che smuove la coscienza della comunità #Nola #AnimaliProtetti #CITES
Immaginate una tranquilla giornata nell’agro di Nola, dove le strade acciottolate e le case avvolte dal verde raccontano una storia di vita quotidiana, eppure nascondono segreti inaspettati. È qui che i Carabinieri CITES di Napoli e quelli di Marigliano, affiancati dai volontari della LIPU, hanno fatto irruzione in un’abitazione privata, rispondendo a una segnalazione che ha svelato un mondo di fauna selvatica ed esotica tenuta illegalmente.
Arrivati sul posto, gli agenti si sono trovati di fronte a un cortile affollato di vite innocenti: cani e gatti che vagavano liberi, tortore dal collare e colorati psittacidi, tra cui specie protette dalla Convenzione di Washington. Tra loro, numerose tartarughe Trachemys scripta, note per essere invasive in Europa, proliferavano senza controllo. È stato un momento di scoperta amara, che ha evidenziato come, in un’area urbana come Nola, la convivenza con la natura possa spesso sfociare in negligenza, influenzando l’equilibrio locale e il benessere della comunità.
A Nola, un intervento dei Carabinieri CITES ha rivelato una grave situazione di maltrattamento di animali esotici in un’abitazione privata, portando al sequestro di pappagalli e tartarughe invasive; il proprietario è stato deferito alle autorità competenti.
Ma la vera angoscia si è manifestata all’interno della casa, dove due esemplari di Ara ararauna – pappagalli dalla livrea vivida e protetta – erano rinchiusi in una stanza in condizioni pietose. Accumuli di deiezioni e residui alimentari coprivano il pavimento, mentre gli uccelli mostravano deplumaggio estremo e, in un caso, una necrosi all’ala che ha commosso i veterinari dell’ASL intervenuti. È stato un pugno allo stomaco, una di quelle scene che ricordano quanto la vicinanza umana possa diventare una minaccia per le creature più vulnerabili, spingendo a riflettere sul prezzo pagato dalla fauna esotica nei contesti suburbani.
Gli animali sono stati portati via con urgenza verso una clinica specializzata, dove un medico ha confermato lo stato di maltrattamento e l’inevitabile necessità di amputare l’ala infetta. I sequestri sono stati immediati: tre Ara ararauna e quattro tortore dal collare per ragioni penali, oltre a quattordici tartarughe Trachemys scripta per motivi amministrativi, dato che mancava la denuncia obbligatoria al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Per questa violazione, è scattata una sanzione di 2.000 euro, mentre il proprietario, un uomo di 58 anni del posto, è stato segnalato alle autorità.
Questi interventi, come quello a Nola, non sono solo operazioni di routine; sono un richiamo all’attenzione per la comunità locale, dove ogni sequestro evidenzia i rischi di specie invasive o maltrattate che potrebbero alterare l’ecosistema urbano, invitandoci a una maggiore responsabilità condivisa.
