Ven. Gen 16th, 2026

A partire dal 21 febbraio, la linea Eav Cumana collega completamente Montesanto e Torregaveta, facilitando…

A partire dal 21 febbraio, la linea Eav Cumana collega completamente Montesanto e Torregaveta, facilitando…

La Cumana rinasce dopo il terremoto: da Montesanto a Torregaveta, il treno riparte il 21 febbraio 2026 per ridare vita ai collegamenti di Napoli! #Cumana #Napoli #Mobilità

Immaginate la frenesia di una mattina a Napoli, dove i pendolari si affollano alle stazioni dei Campi Flegrei, ansiosi di raggiungere il lavoro o tornare a casa. Per mesi, questa routine è stata interrotta dal terremoto che ha scosso l’area il 18 luglio 2025, un evento che ha lasciato segni visibili sulla galleria Monte Olibano, cuore pulsante della linea Cumana. Oggi, però, c’è una brezza di sollievo: i lavori di consolidamento e messa in sicurezza sono giunti al termine, grazie alla collaborazione tra l’Ente Autonomo Volturno, la Regione Campania e Rete Ferroviaria Italiana del gruppo FS Italiane.

Queste operazioni, che hanno coinvolto verifiche tecniche rigorose e interventi strutturali, non sono state solo una questione di ingegneria, ma un atto di cura per una comunità che dipende da questi binari per la sua quotidianità. Pendolari e turisti, spesso intrappolati in alternative affollate e meno affidabili, potranno finalmente godere di un servizio continuo e sicuro. È una piccola vittoria contro le imprevedibilità della natura, che ricorda quanto la mobilità sia intrecciata alla vita urbana di Napoli, un territorio dove ogni ritardo può amplificare il senso di isolamento.

Questa ripresa non solo ripristina un collegamento essenziale, ma rafforza anche la rete Cumana nel suo complesso, offrendo maggiore affidabilità a chi la usa ogni giorno. NAPOLI – Dal 21 febbraio 2026, la linea Cumana ripristinerà il servizio completo da Montesanto a Torregaveta, grazie al termine dei lavori di messa in sicurezza nella galleria Monte Olibano, necessari dopo il terremoto del luglio 2025, garantendo così un collegamento vitale per pendolari e turisti. È un passo che, pur nella sua concretezza, porta con sé una nota di ottimismo, sottolineando come la resilienza delle persone possa emergere anche dai più duri colpi.

Alla fine, questo evento ci fa riflettere su quanto le infrastrutture non siano solo strutture di ferro e cemento, ma fili che tengono unita una comunità, aiutandola a guardare avanti con maggiore fiducia.

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