Gio. Gen 15th, 2026

A Castel di Sangro, operaio napoletano precipita in cantiere: lotta per la vita in corso

A Castel di Sangro, operaio napoletano precipita in cantiere: lotta per la vita in corso

Un dramma nei cantieri abruzzesi: un operaio napoletano precipita da 5 metri nel cantiere di un ospedale, un’altra ferita al cuore della nostra sicurezza sul lavoro. #IncidentiLavoro #SicurezzaNeiCantieri

Immaginate l’alba che si insinua tra le montagne dell’Aquilano, con il cantiere di un ospedale che pulsa di attività, un posto dove gli operai arrivano con il peso della routine quotidiana sulle spalle. Tra loro, un uomo originario di Napoli, uno di quei pendolari instancabili che ogni giorno percorrono centinaia di chilometri per costruire non solo edifici, ma anche un futuro per le proprie famiglie. Poi, all’improvviso, un boato rompe il silenzio, seguito dalle grida ansiose dei colleghi: è l’ennesimo, tragico capitombolo in un mondo che troppo spesso dimentica la fragilità umana.

Proprio in quel cantiere, impegnato nei lavori di adeguamento sismico e ristrutturazione dell’ospedale civico di Castel di Sangro, l’incidente si è verificato nelle prime ore del mattino. L’operaio, salito su un’impalcatura esterna, ha perso l’equilibrio per motivi ancora da chiarire, precipitando da un’altezza di circa cinque metri in un impatto violento contro il suolo. I testimoni, i suoi compagni di lavoro, sono rimasti impotenti, con il cuore in gola mentre assistevano alla scena, sapendo che un semplice passo falso può trasformare una giornata ordinaria in un dramma irreversibile. I primi soccorsi sono arrivati di corsa, notando immediatamente la gravità: un corpo martoriato, ferite multiple che richiedevano un intervento rapido e preciso.

Il tempo sembrava sospeso mentre l’elicottero del 118 atterrava d’urgenza, portando via l’uomo in codice rosso verso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Là, l’equipe medica lo ha accolto con la frenetica efficienza di chi combatte contro l’orologio, trasferendolo in rianimazione per monitorare lesioni interne e traumi estesi. Oggi, lui giace in prognosi riservata, le sue condizioni ancora critiche, e in quel letto d’ospedale riecheggiano le storie di tante famiglie campane che attendono con il fiato sospeso, ricordandoci quanto questi lavoratori siano il motore silenzioso delle nostre comunità.

Ora, mentre i medici lottano per la sua vita, le indagini sono già in corso: i Carabinieri e gli ispettori della Asl stanno setacciando il cantiere, chiedendosi se imbragature e ponteggi fossero a norma, se davvero possiamo attribuire tutto al caso. Questo incidente strage silenziosa che insanguina i cantieri d’Italia non fa che accendere i riflettori su un settore dove i pendolari della Campania, con la loro dedizione, diventano spesso le prime vittime di un equilibrio precario tra fretta e precauzione. È una riflessione naturale, quella che emerge: come possiamo proteggere chi costruisce il nostro mondo senza sacrificare la loro sicurezza?

In storie come questa, dove il dolore di una famiglia si intreccia con le sfide del territorio, troviamo un invito a non voltare lo sguardo, a chiederci cosa possiamo fare per rendere questi luoghi non solo produttivi, ma anche sicuri per tutti.

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