Allarme a Ischia: una mattina di paura in una scuola, con quattro studenti finiti in ospedale dopo aver bevuto acqua in bottiglia. #Ischia #SalutePubblica
Immaginate la routine quotidiana di una scuola affacciata sul mare di Casamicciola Terme, dove l’aria è piena del brusio di studenti intenti a prepararsi per le lezioni. Ma in una mattinata come tante, l’atmosfera si è improvvisamente incrinata: quattro giovani, dopo aver acquistato e aperto bottiglie d’acqua minerale sigillate all’interno dell’istituto, hanno iniziato a sentirsi male, trasformando un momento banale in una fonte di apprensione per l’intera comunità isolana.
Le sirene delle ambulanze hanno echeggiato per le strade acciottolate, mentre i ragazzi venivano trasportati d’urgenza al presidio ospedaliero “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno. Qui, tra le mura di un ospedale che conosce bene le urgenze di un territorio fragile come Ischia, i medici hanno lavorato con rapidità, offrendo un primo sollievo: le condizioni dei giovani appaiono stabili, e nessuno è in pericolo di vita.
Tre di loro, come da protocolli per casi sospetti di intossicazione, sono stati ricoverati nel reparto di Osservazione Breve Intensiva per un monitoraggio di 24 ore, una misura che sottolinea l’importanza di non sottovalutare segnali allarmanti. La quarta studentessa, che aveva assunto solo una piccola quantità di liquido, rimane in osservazione precauzionale, un dettaglio che fa riflettere su quanto un gesto quotidiano possa celare rischi inaspettati.
Nel frattempo, i Carabinieri della stazione locale sono intervenuti con efficienza, sequestrando le bottiglie rimaste e raccogliendo le testimonianze dei genitori – momenti di tensione in cui famiglie e forze dell’ordine ricostruiscono insieme la sequenza degli eventi. Parallelamente, il Centro di Prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord è scattato in allerta: i tecnici stanno identificando il numero di lotto dell’acqua, valutando un eventuale ritiro dal commercio per proteggere altri consumatori, e analizzando i campioni sequestrati con esami chimici e biologici.
Mentre gli accertamenti tossicologici procedono in laboratorio, con gli inquirenti che mantengono il riserbo, la comunità di Ischia si trova a interrogarsi su questi episodi, che ricordano quanto la sicurezza dei prodotti di uso quotidiano tocchi da vicino la nostra routine – un promemoria gentile su come ogni piccolo dettaglio possa influenzare la vita collettiva.
In attesa dei risultati, che chiariranno se si tratti di una contaminazione o di un caso fortuito, questa storia invita a una riflessione: in un territorio come Ischia, dove il legame con la terra e il mare è profondo, proteggere la salute pubblica significa custodire il benessere di tutti.
