Mer. Gen 14th, 2026

In Campania, la sanità arranca: al 13esimo posto in Italia per cure essenziali per tutti

In Campania, la sanità arranca: al 13esimo posto in Italia per cure essenziali per tutti

La sanità in Campania: Tra soddisfazioni minime e disuguaglianze crescenti, una regione che lotta per il benessere quotidiano #SanitàItalia #Campania

Immaginate di camminare per le strade affollate di Napoli o tra i vicoli tranquilli di Salerno, dove la vita quotidiana è intrecciata con le sfide di un sistema sanitario che, pur reggendo i pilastri essenziali, lascia ancora troppi interrogativi. Qui in Campania, una regione vibrante e resiliente, i dati più recenti raccontano una storia di progressi modesti ma insufficienti, un riflesso della realtà vissuta da migliaia di persone che si affidano a questo servizio per la loro salute.

Secondo il rapporto della Fondazione Gimbe del 2023, la Campania riesce a superare i livelli essenziali di assistenza, un traguardo raggiunto da sole tredici regioni e province autonome su ventuno. Eppure, nella classifica nazionale, si posiziona al tredicesimo posto, con un punteggio complessivo di 206, ben al di sotto della media italiana di 226 e distante dalle regioni leader. È come osservare una comunità che mantiene l’equilibrio di base, ma dove l’accesso equo e di qualità alle cure rimane un obiettivo lontano, influenzando il tessuto sociale e lasciando un senso di frustrazione diffusa tra chi vive questi disallineamenti ogni giorno.

Durante un’audizione al Senato, il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, ha espresso preoccupazioni che risuonano come un campanello d’allarme per il Sud. “I livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i livelli essenziali di assistenza, né sul piano normativo né su quello sostanziale”, ha affermato, evidenziando come “La scelta del Governo di equipararli ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, che rischia di diventare un moltiplicatore di diseguaglianze”. Queste parole evocano il timore che, senza correzioni, le differenze regionali si consolidino, aggravando le sfide per il Mezzogiorno e spingendo più persone a cercare cure altrove, un fenomeno che erode il senso di comunità e appartenenza territoriale. È una riflessione che invita a considerare come le politiche nazionali possano amplificare le vulnerabilità locali, toccando direttamente le famiglie e i lavoratori.

Analizzando i dettagli, emergono criticità soprattutto nella prevenzione, dove il gap con le aree più avanzate è marcato, ma anche in ambiti come l’assistenza distrettuale e ospedaliera. Questa situazione dipinge il ritratto di una Campania che, nonostante si mantenga sopra la soglia minima, fatica a raggiungere gli standard più alti del Servizio sanitario nazionale, un contesto che rispecchia le pressioni quotidiane di una regione dinamica ma sovraccarica. Per chi vive qui, è un misto di orgoglio per i passi fatti e preoccupazione per ciò che ancora manca, un bilancio umano che merita attenzione.

In fondo, questo quadro ci ricorda che la sanità non è solo una questione di numeri, ma di come influisce sulle vite reali, sulle famiglie che navigano incertezze e sulle comunità che aspirano a un futuro più equo. Senza una definizione chiara e uniforme di questi standard, il rischio è che le disuguaglianze persistano, condizionando il benessere di tutti in base al luogo in cui si vive.

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