Denuncia accesa contro il caos dei test di Medicina: “Non può essere una lotteria”! #MedicinaSenzaFiltri #DirittiStudenti
Immaginate una giornata soleggiata a Napoli, dove le strade vibranti del centro storico si animano non solo per i turisti, ma per un gruppo di studenti e attivisti che si riuniscono all’Hotel Ramada, pronti a sfidare un sistema che sembra più un gioco d’azzardo che una meritata opportunità. Qui, in questa città vivace del Sud, ricca di storia e contraddizioni, prende il via il Tour dei Diritti, una mobilitazione nazionale promossa dal Comitato Medicina Senza Filtri, che raccoglie associazioni studentesche, realtà formative e esperti legali per denunciare le falle evidenti nell’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia. Il sistema attuale, come viene descritto, “mostra tutte le sue falle”, evidenziando come le selezioni post-graduatoria in alcune sedi, proprio come a Napoli, mostrino concentrazioni anomale di punteggi alti, in netto contrasto con altre aree d’Italia dove l’esito appare più equilibrato e competitivo.
Questa iniziativa non nasce dal nulla, ma da un contesto urbano e sociale dove migliaia di giovani lottano per il loro futuro, tra stress quotidiani e incertezze che pesano sulla comunità intera. Il dossier presentato alla Camera dei deputati non fa che riflettere le storie reali di studenti che, secondo un sondaggio nazionale, affrontano programmi accademici sovraccarichi, metodi di insegnamento rigidi e una carenza di risorse, tutto ciò che contribuisce a livelli allarmanti di stress e instabilità psico-fisica. È come se, in una Napoli sempre in bilico tra opportunità e disuguaglianze, questi giovani vedano il loro percorso universitario trasformarsi in un ostacolo insormontabile, un tema che fa eco alle sfide più ampie del Mezzogiorno d’Italia.
Al cuore della denuncia ci sono segnalazioni preoccupanti: prove potenzialmente violate, controlli insufficienti, la diffusione rapida di domande e immagini dei test, e anomalie statistiche nelle graduatorie nazionali. Il Comitato critica duramente la decisione del Ministero di ricorrere a una sanatoria per i posti vacanti, ammettendo candidati sotto la soglia minima. Come affermano con forza, “Non è una soluzione, ma l’ennesimo strappo alle regole”, una mossa che “viola la legge, discrimina chi ha rispettato le regole e certifica il fallimento di un sistema nato male e gestito peggio”. È una riflessione che invita a pensare: in un mondo ideale, le regole dovrebbero garantire equità, non creare ulteriori divisioni.
Gli avvocati coinvolti, come Francesco Leone e Simona Fell, sostengono questa causa con argomentazioni solide, ricordando che “Il decreto legislativo è chiaro: senza il raggiungimento della soglia minima non si accede alla graduatoria. Cambiare le regole dopo lo svolgimento delle prove è vietato in qualsiasi selezione pubblica”. Le loro parole sottolineano potenziali violazioni, inclusa la tutela dell’anonimato, e paventano ricorsi giudiziari inevitabili, con oltre mille studenti già mobilitati. Durante gli incontri del tour, si discute non solo delle irregolarità nei test e nelle graduatorie, ma anche delle ripercussioni concrete per chi resta escluso, trasformando dati e testimonianze in un appello per un cambiamento reale.
Come sottolinea il Comitato, “Quello che portiamo nelle piazze non è una protesta, ma una ricostruzione documentata di ciò che è accaduto”, dove “Dati statistici, testimonianze degli studenti e decisioni ministeriali raccontano un sistema opaco, diseguale e profondamente ingiusto. Quando i punteggi più alti si concentrano sempre nelle stesse sedi, non ci si può voltare dall’altra parte”. È un invito a riflettere su come, in un Paese che valorizza la meritocrazia, queste disparità non solo frustrino le ambizioni individuali, ma minaccino il tessuto sociale, lasciando una scia di incertezza per le generazioni future.
Mentre il Tour dei Diritti prosegue, portando queste voci nelle piazze d’Italia, emerge una domanda inevitabile: come possiamo rendere l’accesso all’istruzione un ponte verso l’equità, piuttosto che un baratro di ingiustizie? Le azioni in corso potrebbero segnare l’inizio di un vero cambiamento, offrendo speranza a chi ha lottato per il proprio sogno professionale.
