Scosse nei Campi Flegrei: un risveglio tremante a Pozzuoli che tiene in ansia la comunità #CampiFlegrei #TerremotiNapoli
Immaginate di svegliarvi in una mattina come tante a Pozzuoli, nel cuore dell’area flegrea di Napoli, dove il quotidiano brusio della città si mescola con il ricordo costante della sua natura vulcanica. Oggi, mercoledì 14 gennaio 2026, proprio alle 9:03, quel senso di normalità è stato interrotto da un nuovo sciame sismico, con l’epicentro che ha fatto risuonare la terra sotto i piedi della comunità locale. Le persone nei caffè affollati o nelle strade affacciate sul mare hanno sentito il primo tremore alle 9:04, una scossa di magnitudo 2.2, seguita rapidamente da un’altra più intensa, di 2.5 sulla scala Richter – echi che hanno attraversato i quartieri occidentali di Napoli, ravvivando una familiare preoccupazione.
Questa attività, sebbene non devastante, ha portato con sé un’onda di apprensione, ricordando come il fenomeno del bradisismo sia parte integrante della vita qui, un promemoria silenzioso della fragilità di questo territorio. La gente si è fermata, scambiando sguardi carichi di tensione, mentre i social media si animavano di storie personali: un anziano che ricorda scosse passate, una famiglia che si precipita a controllare i bambini. È in momenti come questi che la comunità si stringe, riflettendo su come questi eventi, per quanto moderati, rafforzino i legami e l’importanza di una vigilanza costante.
Le autorità, con una risposta tempestiva e rassicurante, hanno condiviso aggiornamenti per placare le paure. In una nota diffusa tramite i canali social, l’amministrazione comunale di Pozzuoli ha sottolineato il loro impegno, dichiarando: «L’Amministrazione Comunale, insieme alla Protezione Civile di Pozzuoli, sta seguendo da vicino l’evol<|control704|>ersi dello sciame in atto». Restano in stretto contatto con l’Osservatorio Vesuviano, monitorando i parametri geofisici, e per ora non si registrano danni, ma la sorveglianza è al massimo livello fino alla fine dell’episodio.
In fondo, episodi come questo nei Campi Flegrei non sono solo notizie, ma storie di resilienza per una comunità che convive con la sua terra dinamica, invitandoci a riflettere su quanto la natura ci leghi al nostro ambiente e alla necessità di preparedness condivisa.
