Mer. Gen 14th, 2026

Base Popolare preme sull’amministrazione per Fincantieri: urge un Consiglio comunale tempestivo per la…

Base Popolare preme sull’amministrazione per Fincantieri: urge un Consiglio comunale tempestivo per la…

La comunità di Castellammare alza la voce per il futuro di Fincantieri: un appello urgente al consiglio comunale #Fincantieri #Castellammare

Immaginate una città affacciata sul mare, dove le gru e le navi in costruzione sono da sempre il battito cardiaco dell’economia locale, ma oggi quell’energia sembra affievolirsi tra preoccupazioni e silenzi. È in questo contesto, tra le strette vie di Castellammare dove generazioni di famiglie hanno legato il proprio destino allo stabilimento Fincantieri, che i rappresentanti di Base Popolare Democratici e Progressisti decidono di passare all’azione, portando la questione dritta al cuore del consiglio comunale.

Questa mattina, il consigliere Maurizio Apuzzo ha consegnato una richiesta formale al sindaco e al presidente del consiglio, spingendo per una riunione urgente dei capigruppo. L’obiettivo? Convocare un’assemblea monotematica dedicata al destino dello stabilimento, un luogo che non è solo un’area industriale, ma un simbolo di resilienza per un’intera comunità che vive il timore di un declino inarrestabile. Apuzzo, riflettendo sulle parole dei sindacati, non nasconde una frustrazione palpabile: «La discussione non è più rinviabile», dichiara, richiamando l’appello lanciato dopo l’incontro romano tra l’amministratore delegato di Fincantieri e i segretari di Fim, Fiom e Uilm sul nuovo Piano industriale 2026-2030.

Le preoccupazioni, qui, non sono astratte numeri su un foglio: riguardano operai che ogni giorno affrontano infrastrutture obsolete, famiglie che vedono sfumare il futuro dei loro figli. Secondo Apuzzo, il cantiere di Castellammare rischia di rimanere indietro se non si interviene subito. «Le infrastrutture dello stabilimento non sono oggi adeguate a sostenere i nuovi carichi di lavoro previsti dal piano industriale», sottolinea, con un velo di urgenza che rispecchia il sentimento diffuso tra chi vive questa realtà. In un momento in cui altri stabilimenti Fincantieri stanno evolvendo con investimenti e modernizzazioni, Castellammare appare come un’eccezione, un promemoria di come il progresso possa essere diseguale, lasciando indietro chi ne ha più bisogno.

Tornando indietro di sei mesi, Apuzzo ricorda come la questione non sia nata oggi: «Il 9 luglio scorso ho presentato un’interrogazione per conoscere quali iniziative l’amministrazione intendesse assumere, d’intesa con le organizzazioni sindacali, per definire in tempi brevi progetto, obiettivi e investimenti necessari a garantire una prospettiva al nostro cantiere. Da allora sono trascorsi sei mesi senza alcuna risposta». È una critica misurata, ma che fa eco alle ansie della comunità, dove il silenzio dell’amministrazione si trasforma in un’incertezza quotidiana, alimentando dibattiti nei caffè e nei mercati locali. In un territorio segnato da trasformazioni urbane e sociali, questa inerzia appare come un’occasione persa per rafforzare un pilastro dell’identità castellammarese.

Concludendo il suo appello, Apuzzo non lascia spazio a indugi: «Alla luce dell’appello dei sindacati e del silenzio dell’amministrazione, non è più possibile rinviare il confronto. Castellammare è l’unica realtà rimasta indietro rispetto alle trasformazioni e agli investimenti che Fincantieri ha realizzato negli altri stabilimenti». Questa spinta verso l’azione non è solo politica, ma un riflesso delle storie umane che animano la città, dove ogni ritardo significa un futuro appeso a un filo. In fondo, storie come questa ricordano come le battaglie locali possano influire sul tessuto sociale, invitando tutti a chiedersi: quanto ancora possiamo aspettare prima che il cambiamento diventi inevitabile?

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