Positano: Frane e Sicurezza, Un Appello alla Prevenzione
A Positano, il richiamo della natura ha un’eco drammatica. Recentemente, una frana ha interrotto la viabilità, isolando le frazioni di Montepertuso e Nocelle. Gli abitanti, già provati dai disagi di un territorio complicato, si trovano ora a fare i conti con un’emergenza che riporta alla ribalta il tema della sicurezza geologica. Quello che potrebbe sembrare un evento isolato si rivela, in realtà, un sintomo di una vulnerabilità ben più profonda della Costiera Amalfitana.
L’Ordine dei Geologi della Campania non si è fatto aspettare, manifestando la propria solidarietà alle comunità colpite e raccogliendo l’invito a riflettere su una situazione che va ben oltre il singolo episodio. “Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it,” il presidente dell’Ordine, Lorenzo Benedetto, ha richiamato l’attenzione su dati allarmanti: oltre il 70% del territorio di Positano è classificato ad alto rischio frana. Una statistica che strappa un brivido e invita a una profonda introspezione da parte di istituzioni e cittadini.
La fragilità geomorfologica di Positano non è una novità. Quello che molti ignorano è che la Costiera, pur essendo un gioiello paesaggistico, rappresenta una delle aree più esposte a fenomeni di dissesto. È ora di prendere coscienza del fatto che non possiamo più limitarci a intervenire in modo emergenziale. Benedetto evidenzia l’urgenza di una programmazione mirata, finalizzata alla prevenzione anziché al semplice intervento post-evento. La sicurezza non è solo un obiettivo, ma deve diventare parte integrante della progettualità politica e amministrativa.
Le proposte si moltiplicano. Emerge la necessità di potenziare il monitoraggio del territorio attraverso esperti capaci di rilevare in anticipo i segnali di instabilità. Questo richiede investimenti significativi, per non arrivare troppo tardi. Non si tratta solo di proteggere un paesaggio, ma di garantire la vita di coloro che lo abitano. La questione è di vitale importanza perché, come sostiene Benedetto, la differenza tra un fenomeno naturale ed una calamità spesso dipende dalla preparazione e dalla consapevolezza della comunità.
Ma cosa ne pensano i cittadini? Il malumore sembra serpeggiare tra gli abitanti, i quali si chiedono se tanto allarmismo sia giustificato. “Il problema non nasce oggi,” dicono in molti, evidenziando che le frane non sono una novità ma un tema ricorrente che, ad oggi, ha trovato poco spazio nella agenda politica. La frustrazione è palpabile: “Le calamità naturali non ci avvertono, e noi come cittadini ci troviamo sempre ad affrontarle senza protezioni adeguate.”
In tutto questo, l’Ordine dei Geologi offre un raggio di speranza, aprendo alla collaborazione tra istituzioni nazionali, regionali e locali. È un percorso difficile, ma non impossibile: con l’adeguata cultura della prevenzione, con una messa a punto di strategie operative e con l’informazione continua ai cittadini, è possibile ridurre i danni e, soprattutto, salvaguardare vite umane.
La strada da percorrere è lunga e difficile, ma mai come oggi è fondamentale mettere in primo piano il benessere delle comunità, affinché la sicurezza del territorio non sia solo un argomento di discussione in tempo di emergenza, ma un impegno costante. Napoli e la sua provincia meritano progetti in grado di garantire sicurezza e tranquillità, strade sicure e vite da salvaguardare. La vera sfida, ora, è mettere in pratica le parole e trasformarle in azioni concrete.

