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Pimonte: ritrovata la scultura del ‘700 “Cristo in croce” scomparsa dopo il terremoto

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Titolo: Pimonte ritrova il suo tesoro: la scultura di Cristo in croce torna a casa dopo 46 anni di assenza

Pimonte, una piccola perla della nostra Campania, celebra un ritorno che tocca il cuore di tutta la comunità. Dopo ben quarantasei anni di assenza, la pregevole scultura lignea policroma raffigurante Cristo in croce, rubata dalla chiesa di San Michele Arcangelo dopo il tremendo terremoto del 1980, è tornata a casa. Questo momento di gioia e di riscoperta del patrimonio culturale non è solo un traguardo, ma un simbolo della resilienza di un intero paese.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la scultura, alta 92 centimetri e datata al XVIII secolo, è stata recuperata dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. L’opera, un tipico Christus patiens con il capo reclinato e segnali evidenti di sofferenza, è un prezioso esempio di arte sacra che racconta la storia e la spiritualità di un tempo.

La chiesa di San Michele Arcangelo non è solo un edificio; è il cuore pulsante della comunità di Pimonte. Dopo il sisma che devastò la zona nel 1980, l’edificio è stato inagibile e, purtroppo, molte delle opere d’arte custodite al suo interno subirono un destino simile. Ma per questa statua, la sorte fu diversa, grazie all’attenzione dell’allora parroco, don Angelo Papa, che la nascose nella propria abitazione per proteggerla dai saccheggi.

Dopo la sua morte nel 2000, la scultura passò nelle mani del successore, don Raffaele Fontanella, che continuò a custodirla con cura. È solo nel 2024, dopo una denuncia per il furto di un’altra opera di valore, una tela dell’Ultima Cena, che ha avuto inizio l’indagine che ha portato alla riscoperta di questo capolavoro.

I familiari di don Fontanella, ascoltati dalle autorità, hanno confermato la storia della scultura e l’hanno restituita volontariamente. Quest’azione non solo restituisce dignità alla statua, ma accende speranza e orgoglio nella comunità di Pimonte, che ha sempre considerato il suo patrimonio culturale come parte integrante della propria identità.

Tuttavia, c’è un’altra questione che si fa strada nel dibattito pubblico: molti cittadini si chiedono se la protezione del patrimonio artistico sia sempre stata sufficiente nel nostro territorio. Lo smarrimento e il furto di beni culturali non sono un evento isolato; sono fenomeni che richiedono un’attenzione costante da parte delle istituzioni. La domanda sorge spontanea: come possiamo garantire che opere di tale valore non vengano più sottratte e che la storia della nostra terra non venga nuovamente oscurata?

Il 6 giugno 2026, i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale e quelli della Stazione di Pimonte riconsegneranno formalmente la scultura a don Antonino Lazzazara, attuale parroco di San Michele Arcangelo. Sarà un momento di grande significato, non solo per la chiesa e i suoi fedeli, ma per tutta la comunità, che riabbraccia un pezzo della propria storia.

Questo evento ci ricorda che il patrimonio culturale è una delle radici della nostra identità e che ogni restituzione è un passo verso la giustizia e la memoria collettiva. La città chiede risposte e una maggiore protezione dei beni culturali, affinché un simile episodio non si ripeta mai più. La speranza è che la storia di questa scultura possa ispirare un rinnovato impegno nella salvaguardia dell’arte e della cultura napoletana, per cui il nostro territorio è sempre stato rinomato.

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