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Castellammare, caos in tribunale: si ferma il processo contro il boss Di Martino
A Castellammare di Stabia, il processo per l’omicidio di Tommaso Covito, avvenuto nel lontano novembre 2000, prende una piega inaspettata. Luigi Di Martino, noto come “o’ profeta” e figura di spicco del clan Cesarano, si trova nuovamente al centro della cronaca, ma i suoi legali hanno avviato una manovra difensiva che ha congelato il dibattimento. “Non è così semplice come sembra, ci sono dettagli cruciali da considerare,” afferma uno dei legali, Dario Vannetiello.
Oggi, davanti al Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, la dottoressa Girardi, la difesa ha sollevato una questione di inutilizzabilità degli atti d’indagine successivi alla sentenza di proscioglimento del 25 settembre 2025. Un colpo di scena che ha lasciato tutti a bocca aperta.
La strategia, sulle corde del legalismo, si regge su un precedente clamoroso: il Gup Campanaro, pur di fronte a un’accusa che chiedeva l’ergastolo e prove schiaccianti—dalle dichiarazioni dei familiari di Covito a cinque collaboratori di giustizia—aveva emesso una sentenza di non luogo a procedere, confermando l’assoluzione di Di Martino. In quell’occasione, il giudice aveva accolto in toto le argomentazioni difensive, portando alla revoca della custodia cautelare. Un trionfo che, però, non ha chiuso definitivamente la questione.
Ma ora, la fase processuale riparte grazie a nuove indagini. La DDA ha deciso di non mollare la presa, presentando ricorso per Cassazione, ma il 25 febbraio 2026, la Suprema Corte ha confermato quel verdetto controverso. Gli inquirenti non si sono fatti scoraggiare e hanno avviato ulteriori accertamenti che hanno portato all’attuale richiesta di giudizio immediato.
Questa mattina in aula, il clima era tesissimo. I legali di Di Martino hanno presentato la loro eccezione, costringendo il giudice a una pausa per analizzare gli atti. “La nostra battaglia è solo all’inizio,” ha dichiarato Marcello Severino, con la determinazione di chi sa che il suo lavoro potrebbe ribaltare la sorte di un uomo. La decisione finale sulla legittimità degli atti, attesa per il 10 luglio, rappresenta un crocevia per il futuro di Di Martino e per gli equilibri della criminalità organizzata.
Intanto, i cittadini seguono con crescente apprensione questo nuovo capitolo. Cosa si nasconde dietro queste manovre legali? La giustizia a Napoli sembra giocare ogni giorno una partita a scacchi con il destino della città e dei suoi abitanti. Il dibattito è aperto. Chi avrà la meglio, la giustizia o il sistema di protezione che sembra regnare indisturbato?
