Cronaca
Gratteri avverte: il pizzo è una piaga che affligge ancora Napoli
Nella cuore pulsante di Napoli, un grido d’allarme si leva forte e chiaro: “Qui si paga ancora il pizzo, forte presenza di usurai”. Le parole del procuratore Nicola Gratteri non sono solo un richiamo alla legalità, ma un appello disperato a chi vive l’imprenditoria nel capoluogo campano. La criminalità organizzata, con la sua ombra inquietante, continua a tessere una rete di controllo, lasciando imprenditori e commercianti in balia di una realtà che pare non dar tregua.
È un paradosso inaccettabile che, mentre la città si prepara a riprendersi e a rilanciarsi, la piaga del pizzo continui a segnare il destino di chi decide di investire e lavorare onestamente. In un contesto di difficoltà economica, la richiesta di tangenti diventa ancor più insidiosa: l’usura usurpa i sogni di chi spera in un futuro migliore. Gratteri, non nuovo a queste denunce, mette a nudo una verità scomoda e lontana da qualsiasi romantica ideologia; il rispetto delle regole deve essere accompagnato dalla volontà di combattere contro chi, approfittando della vulnerabilità economica, prolifera nell’illegalità.
Le parole del procuratore risuonano in un’epoca in cui anche il calcio, una delle passioni più vive di Napoli, rischia di essere contaminato dalla criminalità. Basti pensare a come la malavita possa inserire i suoi tentacoli anche nel mondo degli sportivi, creando un ambiente in cui il talento si deve confrontare con pressioni disoneste. Se la società napoletana non si sveglia e non unisce le forze contro questo cancro, rischiamo di perdere non solo gli imprenditori ma anche il nostro patrimonio culturale.
La domanda, a questo punto, è provocatoria: che fine farà Napoli se il silenzio e la paura continueranno a governare le scelte di chi potrebbe lottare per un radicale cambiamento? È ora di alzare la voce, azionare le coscienze e dire basta al pizzo, prima che sia troppo tardi.
