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San Giovanni in lacrime: ergastolo annullato per i killer dello zainetto
Il 9 aprile 2019, un agguato di camorra ha spezzato la vita di Luigi Mignano davanti a una scuola d’infanzia a San Giovanni a Teduccio, un quartiere di Napoli già segnato da troppe violenze. Accanto al suo cadavere, un piccolo zainetto blu e rosso, simbolo di un’infanzia rubata. Oggi, a sette anni di distanza, la Corte d’Assise d’Appello ha deciso di ridurre le condanne dei killer: da ergastolo a soli trent’anni di reclusione.
Quell’immagine, quella bagarre di sangue e innocenza, è ancora viva nella memoria collettiva dei napoletani. La mattina di quel giorno, Luigi era in auto con il figlio e il nipotino, pronto per un’accademia di giochi e risate. I sicari hanno bersagliato il veicolo, consapevoli della presenza del bambino. Parole strazianti, sipari di terrore: “Una vera atrocità”, ha commentato un testimone.
L’omicidio di Mignano non è stato un fatto isolato. Era il culmine di una sanguinosa guerra tra clan per il controllo delle piazze di spaccio nel rione. Da un lato, i Mazzarella e D’Amico, dall’altro, i Rinaldi. Colpire Mignano era un messaggio forte e chiaro, un segnale devastante a chi controlava quel territorio, compreso il boss detenuto “Mauè”.
Risposta immediata dello Stato: un blitz che ha portato all’arresto di sette persone, grazie a indagini che hanno tracciato il percorso dei killer. Ma non è finita qui. Il crollo del clan è arrivato con i pentimenti che hanno rovesciato le difese. Il boss pentito Umberto D’Amico ha rivelato particolari agghiaccianti, ammettendo che i killer sapevano della presenza del bambino eppure hanno sparato.
Un processo lampo ha portato, nel 2020, a pesanti condanne. Ma ciò che sembrava certo è diventato un intricato labirinto giuridico. L’ergastolo è stato messo in discussione, e oggi la riduzione della pena ha lasciato i familiari in uno stato di incredulità e dolore. “Non possiamo credere a questa giustizia”, afferma un parente della vittima.
La Procura di Napoli sembra non voler chiudere la questione. Si attende un possibile nuovo ricorso in Cassazione che potrebbe riportare il caso sotto i riflettori, per un crimine che ha lacrimato sangue e distrutto l’innocenza di un bambino. La città continua a guardare, ansiosa di sapere se la giustizia verrà finalmente fatta.
