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Bollani e Servillo stravolgono la canzone napoletana: che caos a Napoli!
Stefano Bollani cala il sipario sulla 32ª edizione del Maggio dei Monumenti, e l’atmosfera a Napoli è elettrica. Domenica 31 maggio, alle 21.00, la Rotonda Diaz si trasformerà in un palcoscenico vibrante, un luogo di incontro tra tradizione e innovazione. Con ingresso gratuito, i cancelli si apriranno un’ora prima, ma già da ora l’interesse è palpabile.
Insieme a lui, tre ospiti d’eccezione: Peppe Servillo, il duo femminile Ebbanesis e il sassofonista Daniele Sepe. “Siamo qui per disegnare un ritratto sonoro di Napoli”, afferma Bollani, sottolineando come la città, in continua trasformazione, riviva attraverso i brani più amati della sua tradizione. Gli echi del jazz si mescoleranno con melodie partenopee, promettendo un viaggio musicale unico.
Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune, spiega con passione: “Il concerto di Bollani definisce il Maggio dei Monumenti 2026 in modo coerente, rendendo la cultura una vera e propria infrastruttura strategica per Napoli”. Non più solo una semplice vetrina, ma un’occasione in cui storia e contemporaneità si fondono per celebrare un’idea di città viva e partecipativa.
La vitalità della canzone napoletana emerge con forza. Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco per l’industria musicale e l’audiovisivo, osserva: “L’incontro tra Bollani e artisti locali dimostra la contemporaneità della canzone napoletana, che dialoga con il jazz mantenendo la propria identità”. Napoli Città della Musica, quindi, non celebra solo il passato ma guarda al futuro, aperta alle contaminazioni.
“Sto costruendo una struttura che riguarda Napoli”, racconta Bollani. “Ma dentro Napoli c’è qualsiasi cosa”. Le sue parole risuonano di emozione mentre nomina le Ebbanesis, “due amiche e artiste straordinarie”, e Daniele Sepe, “un musicista favoloso”. Con Servillo, “napoletano quasi doc” di Caserta, ci sarà una ritrovata affinità: “Non vedo l’ora di tornare a lavorare con lui”.
Il concerto-evento si propone di essere molto più di un semplice omaggio: sarà un viaggio nell’immaginario di una città che continua a reinventarsi, nota dopo nota. Ma cosa ne penseranno i napoletani? Questo evento segnerà davvero un cambiamento per la cultura locale? Le aspettative sono alte, e le domande, inevitabilmente, rimangono innumerevoli.
