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Da Sandokan a Napoli: i funghi del riscatto che conquistano gli chef stellati
C’era una volta la camorra dei veleni, ma oggi, sulle terre avvelenate di Santa Maria la Fossa, sbocciano i funghi. Non si tratta di un racconto fantastico, ma della realtà concreta di un progetto che ha saputo trasformare il vuoto di criminalità in un futuro di speranza. Su quei terreni, ex feudo di Francesco “Sandokan” Schiavone, i funghi cardoncelli e shitake conquistano le tavole dei ristoranti stellati e dei migliori pizzaioli del mondo.
La cooperativa sociale Terra Felix e il consorzio Agrorinasce hanno scritto una nuova storia in questo luogo segnato dal malaffare. L’iniziativa nasce nel 2019, spinta da un’idea audace: la bioremediation. “Abbiamo fiducia nei dati dell’Università Federico II – racconta Francesco Pascale, responsabile di Terra Felix – i livelli di metalli pesanti erano accettabili, ma serviva una bonifica profonda”. Sotto la guida del colosso delle bioplastiche Novamont, la coltivazione del cardo ha preso piede, dando vita a materiali sostenibili e a nuove opportunità.
Ma la strada del riscatto non è facile. Nell’estate del 2023, un incendio doloso ha messo a rischio il progetto, devastando la piantagione. “Fu una mazzata – ricorda Pascale – ma non ci siamo abbattuti. Abbiamo comprato la biomassa da altre parti e siamo ripartiti”. Una tenacia che ha ripagato: i funghi cresciuti su quelle terre liberate sono di qualità così alta da conquistare i palati più esigenti.
La storia di rinascita non finisce qui. Nel 2024 è stata inaugurata una seconda serra all’interno del carcere di Carinola e a Sant’Arpino è nato un bistrot cooperativo. Qui, a lavorare sono ragazzi con disabilità e detenuti in percorsi di reintegrazione. E non è finita: grazie a un finanziamento di 400mila euro, a breve si aggiungeranno altre serre e un capannone per il confezionamento. “Dove prima si tramava il malaffare, oggi si coltiva dignità” è il mantra di chi, tra le difficoltà, ha saputo rialzarsi.
E mentre i funghi di Santa Maria la Fossa trovano spazio sugli scaffali della grande distribuzione, ci si chiede: cosa accadrà ora, in un’area da sempre segnata da esperienze devastanti? Il futuro è scritto in un linguaggio nuovo, ma le ombre del passato sono ancora pronte a insinuarsi. La sfida è solo all’inizio.
