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Caos nei porti di Napoli: licenziamenti e sanzioni scuotono i SI Cobas!
Napoli – Le acque dei porti di Napoli e Salerno si agitano. Lettere di licenziamento e provvedimenti disciplinari stanno piovendo sui lavoratori e i delegati del SI COBAS, proprio mentre i riflettori sono puntati sulla Logiport del gruppo Grimaldi. Una tempesta che sta scuotendo i fondali di una vertenza sindacale, ormai tornata alla ribalta.
Riccardo Tastardi, segretario locale del Fronte della Gioventù Comunista, non ha usato mezzi termini: “È un gravissimo attacco antisindacale”. La denuncia arriva dal cuore pulsante della città, dove la lotta per diritti e sicurezza sul lavoro si fa sempre più aspra. I lavoratori, che da mesi chiedono migliori condizioni e tutele occupazionali, si vedono ora costretti a subire le conseguenze di una battaglia che non avrebbero mai voluto combattere.
“È inaccettabile – prosegue Tastardi – che nel 2026 chi lavora per garantire uno stipendio alla propria famiglia debba affrontare quotidianamente il rischio sul posto di lavoro”. La tensione è palpabile tra i pescatori di diritto e gli scali affollati, dove la richiesta di sicurezza diventa un’urgenza, un diritto calpestato.
Ma le accuse non si fermano qui. Il rappresentante del Fronte non risparmia critiche al governo Meloni. Secondo lui, l’esecutivo starebbe supportando le aziende, lasciando i lavoratori in balia delle onde. “Grimaldi sta licenziando nonostante risultati economici molto positivi”, incalza Tastardi, facendo eco a un malumore sempre più diffuso tra i cittadini. Una battaglia in cui tutti si sentono coinvolti.
Il Fronte della Gioventù Comunista si prepara a scendere in piazza. Venerdì 29 maggio è stato proclamato uno sciopero generale, un atto di solidarietà per i lavoratori dei porti, ma anche una chiamata all’azione per rivendicare investimenti in sicurezza e diritti.
In un contesto urbano già segnato da sfide quotidiane, il clima di mobilitazione richiede maggiore attenzione. Riusciranno i lavoratori a far sentire la loro voce? E quali risposte daranno le istituzioni di fronte a un’ennesima crisi sociale? La tensione è alta, e i cittadini attendono un segnale chiaro.
