Editoriale
Tragedia nel Molise: escursionista di Giugliano perde la vita in un dirupo scivoloso
Un passo falso, una vita spezzata. È così che la natura, spesso generosa, può trasformarsi in una trappola mortale. Ieri pomeriggio, nei boschi incantevoli della provincia di Isernia, Enzino Di Fiore, 71 anni, originario di Giugliano, ha perso la vita durante un’escursione lungo il sentiero che dalla bellezza del lago di Castel San Vincenzo si snoda verso l’eremo di San Michele.
All’improvviso, la passeggiata si è fatta tragica. Secondo i testimoni, l’uomo, in compagnia di un amico, ha perso l’equilibrio e, in un attimo, è precipitato in un dirupo stretto e insidioso. Un volo di quasi venti metri, fino a schiantarsi sul greto del fiume sottostante. In quell’istante, il compagno ha agito rapidamente, allertando i soccorsi con il 112 e segnalando la posizione esatta dell’incidente.
La risposta è stata immediata. Sul luogo sono accorsi i soccorritori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Molise, affiancati dalle squadre dei Vigili del Fuoco e dai Carabinieri. Un elisoccorso del 118, decollato da L’Aquila, ha sorvolato la zona, pronto a intervenire. Ma, purtroppo, l’epilogo è stato inesorabile. I soccorritori, giunti sul fondo del dirupo, non hanno potuto far altro che constatare il decesso di Enzino, causato dai traumi letali dell’impatto.
“È una tragedia che ci colpisce profondamente. La sicurezza in montagna è fondamentale”, ha dichiarato un portavoce del CNSAS. La scena, attesa ma disperata, ha attirato l’attenzione di tanti passanti e residenti, che con ansia si sono radunati nei pressi del sentiero, consapevoli del rischio che la natura può talvolta nascondere.
Le autorità sono ora al lavoro per ricostruire la dinamica precisa dell’incidente. Ma ciò che resta è un interrogativo che aleggia fra i frequentatori delle montagne: quanto conosciamo davvero i pericoli che corriamo in cerca di avventure? La tragedia di Giugliano non deve passare inosservata, e fa riflettere su quanto sia vitale informarsi e rispettare le regole, perché la passione per la natura non diventi un’ulteriore corsa verso l’ignoto.
