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Napoli, spiaggia delle Monache chiusa: caos e protesta tra i bagnanti!
Napoli si sveglia in un sabato d’estate con una brutta sorpresa, mentre il sole picchia alto nel cielo: la Spiaggia delle Monache a Posillipo è chiusa. Centinaia di bagnanti, carichi di teli e ombrelloni, si trovano davanti a un cancello sbarrato, increduli e senza spiegazioni. “È pazzesco! Eravamo qui per goderci una giornata di sole e ora siamo bloccati,” commenta un bagnante furibondo.
La causa di tutto questo è un imprevisto “muro di burocrazia”. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale non ha ancora completato le gare per l’assegnazione di un lotto della spiaggia. Così, gli uffici tecnici del Comune di Napoli hanno deciso di chiudere non solo l’arenile ma anche l’unica via d’accesso a questo angolo di paradiso, il bar situato accanto.
Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, non ci sta e interviene immediatamente. Nel giro di pochi minuti, appende cartelli che denunciano l’assurda situazione: “chiuso per incapacità della burocrazia” e “chiuso per eccesso di burocrazia”. I cittadini, spiazzati e frustrati, si ritrovano a sconfinare nelle spiagge vicine, come Bagno Elena e Bagno Ideal, che si affollano da un momento all’altro. La situazione diventa insostenibile, con circa 6.000 persone in più, ben oltre la capienza consentita.
L’allerta sicurezza è alto: la mancanza di sorveglianza adeguata e vie di fuga impraticabili creano un rischioso cocktail. In caso di emergenze, il caos sarebbe inarrestabile. «Il mare viene negato ai napoletani per l’inefficienza di un’amministrazione che pare ignorare la realtà», afferma Borrelli, visibilmente arrabbiato. L’esponente politico lancia un appello urgente alla Guardia Costiera, avvertendo che la sicurezza di migliaia di cittadini è in gioco.
La chiusura della Spiaggia delle Monache mette ancora una volta in luce l’inadeguatezza delle procedure amministrative, specialmente d’estate. L’accesso al mare è un diritto fondamentale per i napoletani, e questo caso non fa che alimentare il dibattito su come garantire spazi pubblici sicuri e accessibili. Quel cancelletto chiuso è solo l’ultimo esempio di un sistema che sembra non funzionare. Quando la burocrazia entra in spiaggia, chi ne paga il prezzo sono sempre i cittadini. Ma fino a quando si continuerà così?
