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Ercolano, allerta rifiuti: chiusa falegnameria che inquinava il mare!
Ercolano, un comune dove il mare si mescola con la storia, è stato teatro di un’operazione che ha scosso la quiete quotidiana. Un’illuminazione improvvisa ha rivelato il lato oscuro di una falegnameria che, senza scrupoli, scaricava acque reflue direttamente in mare. È il 18 maggio 2026 quando gli agenti della Guardia Costiera di Torre del Greco, affiancati dalla Polizia municipale, lanciano una controffensiva contro l’inquinamento.
“Non ci fermeremo finché l’ultimo angolo di questo territorio non sarà sicuro”, ha dichiarato un portavoce della Guardia Costiera, evidenziando la determinazione delle forze dell’ordine. E i fatti parlano chiaro: l’operazione ha rivelato la mancanza di un collegamento con il sistema fognario. Quegli scarichi, convogliati per un canale di scolo, si disperdevano sulla scogliera, minacciando la bellezza del litorale ercolanese.
Utilizzando la fluoresceina, un colorante innocuo ma rivelatore, gli agenti hanno tracciato il cammino dei reflui, evidenziando una situazione allarmante. I risultati hanno mostrato una fuoriuscita incontrollata, alimentando il rischio di contaminazione sia del suolo che dell’ecosistema marino. Una violazione evidente delle norme del Testo Unico Ambientale.
Il sequestro dell’area, di circa 220 metri quadrati, è solo l’inizio. Il titolare dell’impresa è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria di Napoli. Ma la battaglia contro l’inquinamento non è finita. Le autorità annunciano ulteriori controlli per prevenire danni ambientali, ma ci si chiede: quanto a lungo potrà continuare questa lotta? Quanti altri trasgressori sono ancora nell’ombra, pronti a minacciare il nostro mare?
