Editoriale
Shock in Spagna: i 12 della paranza napoletana beccati con orologi rubati
Da Napoli partivano come ombre, diretti alle spiagge d’oro di Marbella e Ibiza. Colpivano turisti con Rolex al polso, in un lampo, e svanivano su scooter rubati.
La Polizia ha stretto le manette a dodici della paranza di napoletani, specializzati in furti di orologi di lusso in Spagna. L’operazione, partita dal Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra Mobile di Napoli, ha già portato a 33 arresti in due anni. Coinvolta Europol e la Policia Nacional.
Le indagini hanno svelato il loro piano perfetto. Gruppi da tre, massimo cinque. Uno “filava” il bersaglio nei beach club o ristoranti stellati. Gli altri pedinavano da lontano. Poi, l’assalto: mani veloci sul polso, via l’orologio da decine di migliaia di euro. Scooter in fuga, direzione buio.
“Questi non erano ladri qualunque – spiega un investigatore del Sco – agivano come un esercito, convinti che all’estero nessuno li avrebbe toccati”. Ma si sbagliavano.
Il boom dei prezzi degli orologi rari ha alimentato il business. Mercato nero alle stelle. Da Barcellona a Palma di Mallorca, le vittime erano ricche e ignare. Napoli era la base, il Vesuvio sullo sfondo di queste scorribande.
Giuseppe Macor, 33 anni, napoletano doc, era uno dei capi. Curriculum pesante: rapina a Milano nel 2020, Rolex Daytona da 26mila euro strappato con violenza in un garage. Condannato a cinque anni e quattro mesi. Prima, un Patek Philippe a Milano, lesioni alla vittima. E a Ibiza, sei mesi sospesi per una turista spagnola.
Con lui, nomi come Di Matteo Claudio, Cappuccio Paolo da Ischia, Bavero Raffaele, Rippa Giuseppe. Tutti con precedenti per furti in trasferta. Squadre affiatate, nate nelle strade partenopee.
La chiave? Scambio info tra Sco a Madrid e poliziotti spagnoli in Italia. Niente impunità oltre confine. La rete logistica Italia-Spagna è saltata.
Ma quanti altri orologi luccicano ancora nei polsi dei turisti? E quante paranze napoletane scalano l’Europa, pronte a colpire? La tensione resta alta.
