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Avellino sotto choc: 8 misure per rete di intestazioni fittizie su veicoli
Otto persone nel mirino ad Avellino: blitz contro un presunto giro di auto intestate a prestanome. Uno finirà in cella, sei ai domiciliari.
I carabinieri della Compagnia di Avellino, con la Procura che ha coordinato tutto, hanno colpito duro. Il gip ha firmato le misure cautelari. L’accusa? Associazione per delinquere, reati contro la fede pubblica e il patrimonio.
Tutto parte da un furto in provincia di Benevento. Gli investigatori fiutano qualcosa di grosso. Approfondiscono. Emerge un sistema illecito: intestazioni fittizie di circa 200 veicoli.
Società di commercio di auto, legate a due indagati, ma solo sulla carta. Fittizie, secondo i pm. Hanno gabbato un pubblico ufficiale al Pra, il Pubblico registro automobilistico.
Quei mezzi? Finiscono in mano a gente vicina ad ambienti criminali. Vantaggi? Evitare bolli, assicurazioni, multe, revisioni, pedaggi. Soldi risparmiati, indebitamente.
Parte di quelle auto, dicono gli inquirenti, usate per altri reati. Da verificare, passo dopo passo.
“È un meccanismo subdolo che ha prosciugato le casse pubbliche per 140mila euro”, spiega un ufficiale dei carabinieri al termine del blitz. “Truffe all’Erario, alla Regione, alla Provincia”.
Come l’hanno scoperto? Documenti da uffici pubblici. Pedinamenti. Analisi di social e pc. Intercettazioni telefoniche e web. Testimoni che parlano.
L’Irpinia si stringe. Strade affollate, traffico caotico: chi guidava quelle auto fantasma? E quante altre ne girano là fuori, senza traccia?
L’inchiesta è alle prime battute. Tutti innocenti fino a prova contraria. Ma le domande restano: chi c’è dietro? E dove finiscono davvero quei veicoli?
