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Angri sotto shock: evirato per sempre, gravi traumi psicologici. Parla Pisani
Un coltello che squarcia nel buio della notte. Un uomo narcotizzato, evirato dalla convivente. È il dramma che ha sconvolto Angri, nel cuore del Salernitano a due passi da Napoli.
Il 1 maggio scorso, un 41enne di origine bengalese si è svegliato in un lago di sangue. La compagna 35enne, furiosa per la rottura, lo ha drogato e colpito con lame affilate. Tre litri di sangue persi in poche ore. Salvato in extremis da polizia e medici.
Trasportato d’urgenza in ospedale, ha subito interventi disperati. Niente da fare: la parte recisa non si riattacca. Mutilazione permanente, con danni fisici e psicologici irreparabili.
“L’uomo evirato ad Angri ha subito una mutilazione devastante e permanente, con perdita definitiva dell’organo”, spiega l’avvocato Angelo Pisani, che lo assiste. “Ora affronta cure invasive e interventi salva vita”.
La donna è in carcere. L’aggressione? Nata da gelosia e rabbia per l’abbandono. Ma Pisani non molla: “Lo Stato garantisca tutele, risarcimenti e dignità anche agli uomini vittime di violenza. Vogliamo protesi in sostituzione dell’organo evirato per sempre”.
Il legale annuncia battaglia dura. Niente lesioni gravissime: si va per tentato omicidio. Chiede codice rosso per tutti, indennizzi come per le donne, assistenza totale. “La vittima è sola in quel letto d’ospedale, senza un cenno di solidarietà”.
Ad Angri, quartiere operaio tra Salerno e l’hinterland napoletano, si parla solo di questo. Urgenza palpabile nelle strade, attenzione pubblica alle stelle. Quartieri come questi conoscono troppo bene il dolore domestico.
Pisani, dell’associazione 1523.it-Potere ai Diritti, vuole provvisionale economica immediata. Cure ricostruttive, protesi, supporto psicologico. “Lo Stato ha il dovere, per Costituzione e leggi europee”.
E ora? La donna resterà dentro? La giustizia darà pari dignità a questa vittima? O sarà un altro caso dimenticato nelle pieghe della cronaca? Napoli e il Sud attendono risposte.
