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Caos a Porta Capuana: rissa a coltellate, due feriti e aggressore asserragliato in bar
Napoli trema ancora: coltelli sfoderati in pieno pomeriggio a Porta Capuana, due feriti gravi e un aggressore barricato in un bar.
È successo domenica 10 maggio, verso le 18. In uno dei crocevia più caldi del centro storico, all’ombra delle mura antiche, un litigio tra più persone esplode all’improvviso. Pugni, urla, poi armi improprie e un coltello che taglia l’aria.
Due uomini finiscono a terra, colpiti da fendenti. Sirene in lontananza. I sanitari li caricano sulle ambulanze: ferite serie, ma non letali. La folla si stringe, rabbia palpabile tra i passanti.
L’aggressore, preso dal panico, si rifugia in un bar lì vicino. Si barrica dentro, porte chiuse, cuori in gola. I residenti filmavano tutto con i cellulari, voci che rimbalzano nei vicoli di Porta Capuana.
Polizia di Stato accorre in forze. Volanti ovunque, tensione alle stelle. Dopo ore di negoziato, l’uomo esce. Ammanettato, portato via. L’area torna a respirare, ma l’aria resta pesante.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli rilancia i video: «È l’ultimo di una catena infinita che sta trasformando Porta Capuana in una zona di guerra. I cittadini sono stufi. Servono presidi fissi, non toppe. Altrimenti, chi garantisce la loro sicurezza?».
Napoli sa bene queste storie. Commercio vivace, ma microcriminalità che serpeggia nei vicoli. Le volanti restano di guardia. Eppure, quanti altri coltelli dormono nei cassetti? Porta Capuana aspetta risposte, e la città intera trattiene il fiato.
